Electrolux, deciso lo spinn-off di Husqvarna

Inviato da Raffaele Serrecchia il Mer, 21/06/2006 - 09:01
La Electrolux si riorganizza e divide i businnes. Una divisine per soddisfare i clienti tra le mura di casa, con la produzione di elettrodomestici, sotto il marchio Electrolux; il marchio Husqvarna per aiutarli in giardino. Lo spinn-off è stato varato con il nuovo assetto societario, che ha portato nel portafoglio degli azionisti del gruppo svedese i nuovi titoli Husqvarna. E la filosofia di fondo della riorganizzazione è stata incentrata sull'innovazione e l'orientamento al mercato, infatti "La nuova Electorlux è un'azienda orientata al mercato e alle sue esigenze, che punta ad essre un marchio globale di elettrodomestici". Queste le dichiarazioni di Hans Straberg, amministratore delegato del gruppo che prosegue sottolineando che "se si considera che attualmente il 20% della popolazione mondiale compra il 65% degli elettrodomestici, la crescita potenziale è ancora elevatissima". E in effetti il mercato è cresciuto negli ultimi venti anni; la quota di bilancio familiare destinata a spese per la casa è raddoppiata, passando dal 6% al 12%. Il gruppo svedese si è conquistato il 19% del mercato europeo dove ha la metà dei suoi 14 miliardi di euro di fatturato. In Italia la sua presenza è anche più marcata, con il 22% del mercato suddiviso tra i marchi Rex, Aeg e Zoppas e il più grande insediamento produttivo del gruppo. Oltreoceano la concorrenza arriva soprattutto dal colosso Whirlpool da cui Electrolux deve difendere il suo 23% di quota di mercato. La competizione nel settore si basa essenzialmente sulla sostituzione e sul rinnovamento dei prodotti, il cui contenuto tecnologico e cresciuto, e la cui vita media si è abbassata. Sempre più sofisticati, ma sempre più fragili insomma ed è per questo che è necessario puntare con decisione su "competitività e innovazione" secondo Straberg. Il piano di riassetto societario prevede dunque lo spostamento verso i paesi a basso costo del 60% della produzione e costerà tra 800 milioni e un miliardo di euro, ma darà benefici annuali di 250-300 milioni che andranno a regime dal 2009.
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