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Electrolux corre ai ripari: taglio costi (e personale) con ridimensionamento attività piccoli elettrodomestici

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Il mancato acquisto di GE Appliances costerà caro a Electrolux che dovrà pagare a GE una penale di ben 175 milioni di dollari. Il colosso svedese degli elettrodomestici, reduce dal tondo di lunedì a seguito proprio dell’annuncio del mancato deal da 3,3 mld di dollari con GE, ha annunciato questa mattina un piano volto a ridurre i strutturalmente costi che comporterà anche la riduzione del personale. 
Le misure annunciate riguardano il business di piccoli elettrodomestici a causa dei volumi di vendita ridotti in alcuni mercati chiave, così come i movimenti valutari sfavorevoli. Electrolux prevede risparmi per 120 milioni di corone (14 mln di dollari) l’anno a partire da fine 2016. “Una volta che il programma sarà completato, la divisione piccoli elettrodomestici avrà flessibilità finanziaria per continuare ad investire in categorie di prodotti redditizi”, rimarca la nota di Electrolux. I costi relativi al programma dovrebbero ammontare a 190 mln di corone. 
Le misure volte a ripristinare la redditività comprendono riduzioni del personale e ridimensionamento delle attività, principalmente negli Stati Uniti, in Svezia e in Cina. Già avviate le consultazioni con i sindacati svedesi.

I costi relativi a mancato acquisto GE Appliances
Come annunciato lunedì, General Electric ha abbandonato l’intenzione di vendere la propria società di elettrodomestici (GE Appliances) al produttore svedese a seguito del mancato ottenimento dell’approvazione antitrust negli Stati Uniti. L’accordo prevedeva il passaggio di GE Appliances a Electrolux per 3,3 mld di dollari. In conformità con i termini del contratto di transazione, Electrolux pagherà una penale di 175 milioni di dollari alla General Electric per la mancata conclusione dell’accordo. Nel quarto trimestre 2015 è previsto un impatto negativo di 175 milioni di corone, a cui si aggiungono quelli relativi a un prestito ponte di 225 milioni di corone.