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EGP tocca il record in Borsa e guarda al Regno Unito. Incognita incentivi sullo sfondo

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Enel Green Power segna il record a Piazza Affari dal giorno della sua quotazione. Il titolo della controllata verde di Enel ha toccato un massimo intraday a 1,84 euro, mentre adesso mostra un progresso del 2,30% a 1,79 euro. La società diffonderà questa sera i risultati ufficiali dell’esercizio 2010. “Ci aspettiamo buoni risultati, in crescita del 9% a livello operativo”, ha scritto Equita nella nota odierna. La sim milanese prevede un Ebitda a 1,3 miliardi di euro, in crescita del 9% rispetto al 2009, un utile netto di 440 milioni di euro, in aumento del 6%, mentre l’indebitamento netto dovrebbe attestarsi a 3,1 miliardi di euro. Il consensus raccolto da Bloomberg azzarda profitti per 450-455 milioni di euro.


A sostenere il titolo anche il fermento nel panorama delle rinnovabili, soprattutto nel Regno Unito. La Gran Bretagna, infatti, dovrebbe dare una spinta decisiva agli incentivi per l’energia geotermica, che soddisfa solamente il 10% dei consumi di elettricità. Il Governo di David Cameron ha in cantiere un obiettivo ambizioso: produrre il 20% della sua energia totale da fonti rinnovabili entro il 2020. Il progetto comprende una turbina a vento installata ogni 800 metri su tutta la costa britannica. Un incremento degli incentivi, secondo la maggior parte degli esperti, è necessario per attirare i capitali delle grandi compagnie come ad esempio Enel Green Power che vanta importanti progetti nel geotermico in Asia e Stati Uniti.

Sullo sfondo resta l’incognita incentivi in Italia. Ieri Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha minacciato di ritirare la fiducia all’esecutivo se non saranno previsti correttivi alla norma proposta negli scorsi giorni dal Governo sulla regolamentazione del comparto delle energie rinnovabili, riferendosi in particolare al taglio anticipato del Conto Energia 3 che rischia di affossare l’intero settore. Il decreto approvato la scorsa settimana impone la fine anticipata, ovvero entro il 31 maggio 2011, del sistema di incentivi per la realizzazione di impianti fotovoltaici che avrebbe dovuto terminare alla fine del 2013.
  
Secondo numerosi esperti, la normativa potrebbe causare il blocco di cantieri già avviati con un impatto negativo di circa 10 miliardi di euro. Il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, ha risposto a Miccichè ribadendo di essere d’accordo con la necessità di sostenere il settore attraverso incentivi adeguati e normative certe, ma ha sottolineato che è necessario adeguare questi incentivi in base ai target nazionali e ai costi di produzione delle tecnologie. Romani ha infine annunciato che i decreti attuativi con le nuove tariffe saranno pronti entro due settimane.

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