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Effetto elezioni politiche, tassi BTP oltre 2%. Citi: Bce, l’unica a comprare bond italiani

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I tassi sui BTP decennali oscillano sopra la soglia del 2%, riagguantata lo scorso 29 dicembre per la prima volta dal 26 ottobre. Il trend conferma come gli investitori rimangano cauti nei confronti dei titoli del debito sovrano italiano, in vista delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo e per i timori di un esito del voto in stile “Hung Parliament”. Tutto questo in una situazione in cui, stando a quanto emerge da un report di Citi, sembra che la Bce sia diventata l’unica acquirente marginale di bond italiani, con un investitore su due che, nell’arco degli ultimi due anni, si è trasformato in un venditore netto, o semplicemente in un “non-acquirente”.

Citi ritiene di conseguenza quasi inevitabile un aggiustamento nei prezzi dei bond italiani.

D’altronde, a partire da questo stesso mese, la Bce di Mario Draghi dimezzerà l’ammontare degli acquisti di debiti sovrani e di corporate bond dell’area euro, che effettua nell’ambito del piano di Quantitative easing, dal valore precedente di 60 miliardi di euro al mese, a 30 miliardi di euro.

E Draghi potrà continuare anche a parlare di un piano di QE aperto, che potrebbe essere esteso anche oltre la scadenza ufficiale fissata al settembre di quest’anno. Ma la verità per ora è sotto gli occhi di tutti: lo scudo BTP sta perdendo forza,  con la Bce che sta staccando la flebo che, secondo gli analisti più bearish, ha tenuto in vita il debito italiano (i cui fondamentali rimangono estremamente preoccupanti, visto che le previsioni sui conti pubblici continuano a parlare di un rapporto debito-Pil ad alta quota, attorno al 130%, anche nei prossimi anni).

C’è qualcosa che, in realtà, la Bce potrebbe fare per soccorrere ancora l’Italia. Si tratta tuttavia di un’ipotesi che andrebbe a cozzare, almeno secondo i rigidi falchi tedeschi, con l’indipendenza della banca centrale.

“Così come hanno fatto notare i nostri strategist sui tassi – si legge nel report della divisione di ricerca di Citi -, la Bce potrebbe controbilanciare (il QE dimezzato) con una “Italian Operation Twist” (ovvero, con una operazione che allungherebbe la scadenza delle partecipazioni che detiene nei BTP)”.

Tuttavia, spiega Citi, “una risposta del genere potrebbe non essere immediata, vista la riluttanza della Bce a favorire paesi singoli, a meno che non venga condizionata al perseguimento (da parte dell’Italia) di un programma di aggiustamento economico”.

La tensione sui BTP oggi è particolarmente palpabile, e se lo spread BTP-Bund a 10 anni rimane apparentemente sotto controllo – attorno a 156 punti base – è perchè non solo i tassi sui BTP, ma anche quelli sui Bund, testano il record in due mesi.

Con l’arrivo del 2018, arriva ufficialmente il momento in cui la Bce riduce della metà i suoi acquisti di titoli di stato.  Ed evidentemente una tale prospettiva non è stata ancora pienamente scontata dai mercati, visto che salire sono anche i rendimenti di altri titoli pubblici dell’Eurozona.