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L’effetto-Draghi dura poco, borse europee chiudono deboli

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Seduta altalenante per i listini del vecchio continente che dopo aver capitalizzato la decisione della Bce di ridurre il tasso di sconto hanno ritracciato i guadagni chiudendo sotto la parità.

Con una mossa a sorpresa, oggi la Banca centrale europea ha tagliato il costo del denaro di 25 punti base portandolo al nuovo minimo storico dello 0,25%. Draghi nel corso dell’intervento che fa da corollario alle riunioni del board ha confermato che il tasso benchmark rimarrà ai livelli attuali o anche più bassi per un periodo esteso di tempo. Nessuna novità invece da Londra dove la Bank of England ha confermato il tasso di riferimento e il piano di acquisto asset allo 0,5% e a 375 miliardi di sterline.

L’Ibex ha chiuso con un rosso di un punto percentuale (-0,98%) scendendo a 9.740,40 punti, il Ftse100 è sceso dello 0,66% a 6.697,22 e il Cac40 ha lasciato sul parterre lo 0,14% fermandosi a 4.280,99. L’unico segno più è quello del Dax, salito dello 0,44% a 9.081,03.

Tra le società che hanno presentato i conti due velocità per la francese Havas (-3,84%), frenata dall’andamento in Nord America, e per la tedesca Commerzbank (+10,1%) che ha visto gli utili trimestrali salire del 15%.

In agenda macro i dati migliori del previsto arrivati dagli Stati Uniti. La scorsa settimana le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono scese di 9 mila a 336 mila unità mentre la prima lettura del dato relativo il prodotto interno lordo del terzo trimestre ha evidenziato un +2,8%, contro il +2,5% della precedente rilevazione.