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Effetto Catalogna: Madrid -2%, banche e bond sotto attacco. Contagio su BTP, spread oltre 180

Riguardo ai bond spagnoli, i rendimenti decennali schizzano di 6,6 punti base all’1,785%, attestandosi al record da maggio.

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Alta tensione sui mercati azionari e obbligazionari della Spagna, dopo che il discorso proferito alla nazione del re spagnolo Felipe VI. Parole dure, con il governo della Catalogna che è stato accusato di “slealtà inaccettabile” e di “condotta irresponsabile”.

Di fatto, il re ha incitato il governo di Rajoy a restaurare “l’ordine costituzionale”, snobbando in apparenza le violenze perpetrate dalle forze dell’ordine contro gli elettori della regione.

Quasi contestualmente al discorso del re di Spagna, il presidente catalano Carles Puigdemont ha reso noto in un’intervista alla BBC che la dichiarazione di indipendenza unilaterale della Catalogna avverrà “alla fine della settimana o all’inizio della prossima”.

Gli investitori, sempre più nervosi sulla questione catalana, e soprattutto alle prese con una nuova incertezza sul futuro di un paese europeo, vendono la Spagna. L’Italia segue a ruota per i timori legati all’esito delle elezioni politiche, e sul rischio di un governo debole post voto.

L’indice Ibex 35 della borsa di Madrid sconta l’alta tensione scivolando del 2%, sulla scia degli smobilizzi che prendono di mira soprattutto le banche spagnole: Banco de Sabadell, con sede in Catalogna, perde più del 4%; Bankia -3,7%, Santander -3,50%, BBVA -3% circa.

Effetto domino soprattutto su Piazza Affari che si conferma il secondo listino peggiore tra i principali in Europa, con una flessione superiore all’1%.

 

Sul Ftse Mib le vendite prendono d’assalto soprattutto Banco BPM -3,75%, Ubi Banca -3,18%, Moncler -3%. In generale, così come sulla borsa di Madrid, sono le banche a soffrire: cedono anche Bper Banca -2,69%, Intesa SanPaolo -0,87%, Mediobanca -1,26%, UniCredit -1,85%.

L’attacco contro la Spagna non risparmia i bond, in particolar modo quelli legati alla Catalogna, con un effetto contagio che anche in questo caso colpisce l’Italia e, in particolare, i BTP.

Gli investitori vendono in generale i titoli periferici e si rifugiano su quelli reputati più sicuri, Bund in primis.

Il risultato è che i tassi decennali tedeschi scendono di oltre -3,5% allo 0,45%, mentre i tassi sui BTP decennali salgono di oltre +1,5% (10.25 ora italiana), al 2,25%.

Lo spread BTP-Bund schizza così al rialzo, salendo del 3% circa e superando la soglia di 180 punti base.

 

Riguardo ai bond spagnoli, i rendimenti decennali schizzano di 6,6 punti base all’1,785%, attestandosi al record da marzo.

Lo spread Spagna-Germania sale a 134 punti base, al valore più alto dall’inizio di maggio. A tal proposito, gli analisti di Rabobank prevedono che il differenziale potrebbe ampliarsi ulteriormente, fino a 150 punti base.

Stando ai dati diffusi da IHS Markit, il costo per assicurarsi sul debito spagnolo attraverso i credit default swap oscilla al record in quattro mesi.