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L’effetto Bremain continua a spingere le piazze europee, Dax chiude sopra i 10 mila punti

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La risalita nei sondaggi delle posizioni a favore della permanenza di Londra nell’Ue (c.d. Bremain) continua a spingere i listini europei. A Madrid l’Ibex ha terminato con un +0,23% a 8.667,30 punti mentre il londinese Ftse100 si è fermato a 6.226,55, lo 0,36% in più rispetto al dato precedente. Crescita intorno al mezzo punto percentuale per Dax (+0,54% a 10.015,54) e Cac40 (+0,61% a 4.367,24).

A Parigi il Credit Agricole ha segnato un +1,4% dopo la notizia che l’83% degli azionisti ha optato per l’incasso del dividendo in azioni mentre a Stoccolma Nordea ha perso l’1,26% in scia delle indiscrezioni sulla necessità di un aumento di capitale.

Janet Yellen, nel corso di un’audizione al Senato Usa, ha rimarcato le “significative ripercussioni economiche” dell’eventuale uscita di Londra dall’Ue che, in un contesto caratterizzato da “vulnerabilità a livello globale”, potrebbe rappresentare “un rischio per la stabilità finanziaria”.

“È molto difficile prevedere l’impatto del voto britannico”, ha invece detto Mario Draghi al Parlamento europeo. In qualunque caso, “sono stati fatti tutti i preparativi necessari” e l’istituto con sede a Francoforte è “pronto fronteggiare tutte le possibili eventualità”.

Indicazioni decisamente migliori delle stime quelle arrivate dall’indice tedesco Zew, salito nel mese corrente a da 6,4 a 19,2 punti.