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Effetto Bce sui Bund tedeschi. E il Giappone fugge dai bond francesi

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In attesa della riunione della Bce e delle dichiarazioni che Mario Draghi rilascerà sul futuro della politica monetaria dell’Eurozona, i Bund tedeschi scontano l’esito poco confortante dell’asta, che ha avuto per oggetto nella giornata di oggi titoli con scadenza a cinque anni. La Germania ha venduto bond con scadenza nell’aprile del 2022: l’asta ha attratto richieste per un valore di 3,4 miliardi di euro, meno dei 4 miliardi offerti. 

Così David Schnautz, strategist di Commerzbank:

“Questa volta l’asta non è stata buona, e la reazione dei mercati è chiara. Sappiamo che la Bce acquisterà una quantità maggiore di titoli di stato con scadenza più breve, ed è possibile che tale fattore abbia penalizzato i bond a cinque anni”.  

In rialzo i rendimenti dei titoli a cinque anni, che sono saliti dopo l’asta di 3 punti base a -0,53%.  Diverso il trend dei tassi a due anni, che sono invece precipitati al minimo in una settimana, a -0,89%, tanto che il differenziale con i rendimenti decennali è balzato a 123 punti base, al record dal luglio del 2014. I tassi sui Bund a 10 anni sono volati di oltre +16% allo 0,37%. La decisione della Bce di acquistare bond sovrani con scadenza più breve – annunciata già nel mese di dicembre – sta condizionando insomma il sentiment degli operatori.  

Tuttavia, una buona notizia che promette bene per i Bund (comunque considerati tra gli asset du cui gli operatori si rifugiano in momenti di incertezza) è arrivata dal Giappone. 

Gli ultimi dati diffusi dal Ministero delle Finanze indicano che i gestori dei fondi hanno venduto bond francesi per un valore di 1,6 miliardi di euro, nel mese di gennaio, nell’ambito di un sell off che è giunto al suo terzo mese consecutivo e che si conferma il più lungo dal 2011 (ovvero dai tempi della crisi dei debiti sovrani). A essere premiati sono stati invece i Bund tedeschi, con acquisti per un valore di 4,94 miliardi di euro, al record in oltre due anni. 

Così ha commentato a Reuters Masakazu Bunno, dirigente presso Sumitomo Mitsui Asset management:

“Abbiamo ridotto le nostre posizioni sui bond governativi francesi a causa della crescente incertezza sulle elezioni presidenziali“.

Da segnalare che gli investitori giapponesi hanno incrementato gli acquisti di bond stranieri – rispetto ai bond giapponesi – lo scorso anno, sulla scia della decisione della Bank of Japan di introdurre l’era di tassi negativi. Inizialmente i buy hanno interessato soprattutto i bond francesi, nell’ambito della zona euro, dal momento che i rendimenti di gran parte dei Bund tedeschi erano scivolati sotto lo zero.

Tuttavia, il timore di una vittoria della leader del Front National Marine Le Pen alle prossime, e imminenti, elezioni, ha fatto cambiare idea ai potenziali acquirenti dei titoli di stato francesi, che hanno iniziato a vagliare diversi rischi, tra cui quello sulla possibilità che le obbligazioni vengano ridominate in una nuova valuta nazionale, nel caso in cui la Francia dovesse optare per l’uscita dall’euro.

Il risultato è che il premio che gli investitori chiedono per detenere nel loro portafoglio bond francesi invece dei Bund è balzato fino a 78 punti base, al record in quattro anni, nel mese di febbraio.

Non sorprende dunque apprendere che i titoli governativi francesi si confermano tra i bond sovrani che hanno registrato la peggiore performance dall’inizio dell’anno, con i tassi decennali francesi che sono balzati di quasi 30 punti base, a fronte del rialzo di 13 punti base circa dei rendimenti dei bund tedeschi.

Sempre lo scorso mese, i rendimenti decennali francesi sono volati fino all’1,1%, al record in 18 mesi.