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Effetto Bce, investitori escono da azioni e bond europei. Mentre qui trader misterioso scatena fuga record dal 2009

Nella settimana terminata lo scorso 5 luglio, $480 milioni sono stati ritirati dai fondi che puntano sui titoli azionari europei.  Per i bond è andata meglio, ma netto è stato …

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Per la prima volta dal mese di marzo, gli investitori si ritirano dall’azionario europeo. E’ quanto riporta un articolo del Financial Times, facendo riferimento ai numeri di EPFR Global. Numeri che certificano che, nella settimana terminata lo scorso 5 luglio, $480 milioni sono stati ritirati dai fondi che puntano sui titoli azionari europei.

Meglio hanno fatto i fondi obbligazionari che puntano sull’Europa, e che sono stati interessati da flussi in entrata per $2 milioni: un valore, in realtà, decisamente stracciato rispetto agli $1,4 miliardi della settimana precedente, ma che conferma nuovi investimenti, nel comparto, per la decima settimana consecutiva.

In generale, i fondi azionari europei hanno ricevuto investimenti per un valore superiore a $22 miliardi dall’inizio dell’anno, invertendo la rotta rispetto al 2016, anno in cui gli investitori hanno riscattato somme per circa $100 miliardi.

Ma non è solo l’interesse per i fondi azionari e obbligazionari europei che si sta smorzando.

La fuga è anche dall’azionario del Giappone, con i fondi che puntano sul paese attaccati dai flussi in uscita più sostenuti in otto anni. Deflussi che hanno alimentato anche un mistero, visto che Bloomberg ha scritto che, a scatenare il maggiore deflusso dall’ETF iShares MSCI Japan (ticker EWJ), tra l’altro al ritmo record dai tempi più bui della crisi finanziaria, sarebbe stato di recente un unico investitore istituzionale.

Di fatto l’ETF, del valore di $16,5 miliardi, che ha garantito un ritorno del 9,2% dall’inizio dell’anno, è stato colpito lo scorso giovedì da riscatti per $759 milioni: i più consistenti avvenuti in una seduta  tra gli ETF quotati in Usa e i peggiori dal settembre del 2009.

Sull’inizio della fuga dall’azionario europeo, il Financial Times scrive che la pubblicazione delle minute della Bce, relative all’ultima riunione di giugno, hanno indubbiamente provocato un’escalation delle tensioni sui mercati, alimentando i timori sulla fine del Quantitative easing.

Così Peter Boockvar, responsabile analista dei mercati presso Lindsey Group, ha commentato l’effetto domino che gli smobilizzi sui titoli di stato dell’Eurozona hanno avuto su altri debiti sovrani:

“Il rischio maggiore per i Treasuries Usa non arriva dalla crescita e dall’inflazione, ma dal sell off sui bond europei”.

A tal proposito, c’è da dire comunque che i fondi che puntano sul reddito fisso Usa hanno dato prova di resistenza, incamerando flussi in entrata per la 16esima settimana consecutiva, e raccogliendo $2,4 miliardi dagli investitori.