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Effetto Basilea 3 sulle Borse europee: settore bancario ben comprato

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Effetto Basilea 3 sulle Borse europee, sui massimi dallo scorso aprile. E’ il settore bancario a fare la parte del leone sui principali mercati della Vecchia Europa dopo l’accordo raggiunto su Basilea III che concede un periodo di transizione più lungo per l’applicazione dei nuovi requisiti patrimoniali richiesti agli istituti.

I governatori del G10 e i responsabili della supervisione sono arrivati alla resa dei conti e hanno trovato l’accordo che riscrive le regole, cui le banche dovranno attenersi per far fronte a eventuali nuove crisi del credito internazionale. E’ una rivoluzione annunciata da tempo, che entra nel vivo da oggi.

In base alle nuove direttive ogni banca dovrà innalzare il requisito di patrimonio Tier1 minimo dal 2 al 4,5% per poi arrivare a detenere, a regime, un capitale di alta qualità pari al 7% degli asset a rischio. In ogni caso, il disco verde arrivato ieri ha dato solo il via a un percorso che culminerà nel vertice dei capi di stato e di governo di Seul a novembre.

In tarda mattinata l’indice europeo FTSEurofirst 300 avanza dell’1,05% a 1092 punti. Sui singoli mercati il Ftse 100 britannico sale dell’1,10% a 5561 punti, il Dax tedesco guadagna l’1,04% a 6279,45 punti, mentre il Cac 40 francese è in rialzo dell’1,33% a 3775 punti.

Secondo diversi operatori la notizia su Basilea 3 di allungare fino al 2019 il termine per l’applicazione integrale delle nuove norme sui requisiti patrimoniali richiesti alle banche è positiva. Anche i dati macro cinesi aiutano il sentiment.

Luca Comi di Centrosim osserva che le nuove regole di Basilea 3 non presentano grandi sorprese, rispetto alle aspettative della vigilia. “Va però rilevato – nota l’esperto – che i requisiti patrimoniali diventeranno via via più stringenti con il passare degli anni, allo scopo di aumentare gradualmente la solidità dei sistemi bancari e di rafforzare i presidi patrimoniali a fronte dei rischi assunti. Ciò – avverte Comi – metterà sotto pressione la redditività del capitale delle banche, oltre a rendere molto più rigide le dividend policies”.

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