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Effetto banche centrali fa arretrare ancora euro e sterlina

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Non si spegne l’eco delle parole di Draghi. All’indomani della piccola svolta in seno alla Bce, con l’introduzione di una guidance sui tassi, la divisa comune europea prosegue nel suo sentiero di deprezzamento con cross euro/dollaro sceso questa mattina fino a 1,2877 sui nuovi minimi dal 29 maggio. Il presidente della Bce, Mario Draghi, a margine della riunione Bce che ha confermato i tassi allo 0,5%, ha rassicurato circa il mantenimento dei tassi dell’eurozona ai livelli attuali o addirittura più bassi “per un periodo esteso di tempo”. Indicazione della guidance sui tassi che avvicina la Bce allo stile Fed e mira ad allontanare le attese di un’exit strategy, ancora prematura in Europa alla luce della stagnante situazione economica. Tra le opzioni sul tavolo della Bce c’è anche quella di portare in negato i tassi sui depositi.

“L’ipotesi di un taglio ulteriore dei tassi rimane sempre un’opzioni possibile entro fine anno – hanno commentato gli analisti di Mps a seguito delle parole di ieri di Draghi – soprattutto nel caso di apprezzamento eccessivo dell’euro. Al momento manteniamo il target su eurodollaro in area 1,27 entro il prossimo settembre”.

Tra le altre valute prosegue anche la discesa della sterlina dopo il forte calo della vigilia susseguente alla Bank of England che ha allontanato le aspettative di futuri rialzi dei tassi di interesse. Il cross sterlina/dollaro è sceso in questi minuti sotto la soglia di 1,50 (1,4991) sui minimi da metà marzo.

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