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Edison, sotto 0,7825 euro è scattato un nuovo segnale ribassista

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Prosegue il momento nero di Borsa di Edison, alla seconda seduta consecutiva al ribasso. Non fosse stato per il timido segno più di venerdì scorso, il movimento discendente sarebbe composto da ben sei candele di vendita. A penalizzare ad inizio della nuova ottava i corsi di Foro Bonaparte i risultati economici 2010, caratterizzati da svalutazioni per oltre 400 di euro legate all’avviamento di alcuni asset del gas, e le voci che vedono il Governo italiano intenzionato a fare la voce grossa circa il riassetto in atto tra i soci. Da un punto di vista tecnico il quadro è indubbiamente impostato al ribasso. In particolar modo le azioni hanno violato i minimi 2010 di 0,7825 euro, generando di fatto l’ennesimo segnale di vendita. In particolar modo la mancata tenuta dei fondamentali supporti statici rappresentato dal low del 30 novembre conferma l’indicazione che i titoli stanno estendendo al ribasso il doppio massimo disegnato a cavallo tra il 7 dicembre e il 15 marzo, avente come neck point 0,8315 euro. A sostenere questa visione vi è anche la constatazione che unendo i minimi decrescenti del 2 novembre 2009 e del 30 novembre 2010 si ottiene una trendline discendente attualmente transitante proprio all’altezza del target della figura, in area 0,7285 euro. A quel punto tuttavia non è da escludere una prosecuzione del movimento fino ai minimi storici del 10 marzo 2009 a 0,664 euro: la tenuta di tale livello è cruciale, in caso di cedimento si assisterebbe a una nuova decisa gamba ribassista. Partendo da tali presupposti è dunque possibile entrare in vendita a 0,782 euro. Con stop a 0,80 euro, il primo target è collocato a 0,73 euro mentre il secondo è a 0,665 euro.