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L’Economist boccia il piano anti-crisi, per gli analisti ancora molte le questioni aperte

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Confusi e poco convincenti. E’ questo il caustico commento sui risultati del vertice europeo di ieri stilato dall’Economist che sarà in edicola domani e di cui Finanza.com è in grado di fornire alcune anticipazioni. Il settimanale britannico si spinge fino a definire il piano un autentico “colabrodo”, ma quella dell’Economist, nonostante l’euforica reazione delle Borse di oggi, non è l’unica voce critica, o quantomeno non la sola che metta in luce come ancora molte questioni restino aperte.

 

Sono di questo avviso gli analisti di Citigroup, secondo cui “il pacchetto è un passo nella giusta direzione, ma non ci aspettiamo che possa calmare i mercati in maniera permanente”. In un report di oggi Citi sottolinea che le misure riguardanti la Grecia potrebbero non bastare a portare il Paese su un sentiero fiscale sostenibile, mentre le pressioni per un haircut superiore al 50% sui titoli greci persistono, creando tensioni sui mercati.


Per Barclays il summit ha invece permesso progressi sul fronte del supporto alle banche, ma non ha prodotto risultati misurabili su molti altri temi chiave. Ad esempio – spiegano gli analisti in una nota – nessun accordo è stato raggiunto sulla partecipazione dei privati nella risoluzione della crisi greca, e ancora incertezza circonderebbe le modalità della leva prevista per l’Efsf. “I partecipanti del mercato – spiegano gli analisti – sono rimasti con una serie di questioni aperte e le autorità devono ancora fornire risposte esaustive.


Più positivo il giudizio di Nomura, secondo cui i risultati sono migliori di quelli che si potevano prevedere soprattutto con riferimento all’Efsf, sono in linea con le attese per quanto riguarda la ricapitalizzazione delle banche e migliori delle stime della comunità finanziaria per quanto riguarda il sostegno al debito greco. Il vertice, a giudizio degli analisti, ha messo una pezza ad alcuni punti che erano rimasti scoperti dal summit del 21 luglio, ma altri temi critici per i mercati finanziari restano sullo sfondo: l’annuncio ha dato pochi dettagli sulla reale potenza di fuoco del fondo Efsf e una nota di chiarezza su questo punto potrà giungere solo quando si saprà chi investirà nel veicolo, se il Fondo monetario internazionale o se i fondi sovrani. Un altro punto non risolto è se la Bce continuerà a impegnarsi negli acquisti di titoli sul mercato secondario, anche alla luce dell’approvazione da parte del Bundestag di un provvedimento che non consentirà alla Bce di proseguire gli acquisti una volta che il fondo sarà pienamente operativo.