1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Economia Usa: la crescita poggia su pilastri fragili?

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

L’economia Usa corre e Alan Greenspan si mostra ottimista. Ma negli Usa non tutti concordano con questa view. Gli ultimi e definitivi dati indicano che nel corso del primo trimestre del 2005 l’economia statunitense è cresciuta del 3,8%. La variazione percentuale è superiore a quanto contenuto nei calcoli preliminari e nelle aspettative degli analisti. Inoltre, la Federal Reserve ha appena realizzato il suo nono intervento restrittivo sul costo del denaro Usa, ed ha lasciato la porta aperta ad ulteriori ritocchi al rialzo comunicando che l’espansione economica sarà caratterizzata dalla fermezza. Non tutti i mercati e gli esperti sono concordi con questa visione ottimistica del futuro. In primo luogo, seguendo un’interpretazione ortodossa, non sembra che il mercato delle obbligazioni condivida l’euforia. Giovedì scorso, tre ore dopo che Alan Greenspan ha comunicato l’ennesimo rialzo dei tassi di interesse sui Fed Funds, il rendimento offerto dal Treasury bond decennale era del 3,9%. Un anno fa, quando Greenspan ha iniziato ad alzare i tassi per risollevarli dall’1%, il rendimento del titolo di riferimento Usa era del 4,6%. Alcuni economisti sostengono che il comportamento del mercato obbligazionario non lasci spazio all’ottimismo. Una curva dei tassi fortemente invertita ha sempre preceduto periodi di recessione economica. Il differenziale tra tassi a breve e a lungo dimostra che l’appiattimento della curva è un trend dotato di una buona dose di progressività. Greenspan definisce ‘strana’ la situazione, e si appella ad un’obsolescenza delle letture teoriche pilotata dagli imponderabili effetti della globalizzazione dei mercati. Il capo della Federal Reserve non sembra dare molta importanza alle interpretazioni negative formulate dai fautori dell’ortodossia economica. Gli economisti ortodossi trovano il sostegno di alcuni money manager di fama internazionale. Uno di questi è Bill Gross, head strategist di Pimco Funds, una delle più grandi società di gestione del reddito fisso nel mondo. Secondo l’ultimo rapporto mensile preparato dall’esperto, la crescita economica degli Stati Uniti poggerebbe su pilastri fragili e la recessione potrebbe costituire un’alternativa realista. L’influente Gross si allinea con quelli che assicurano che la crescita si basi sull’apprezzamento delle attività e non su investimenti pensati per sostenere artificialmente l’economia. Secondo il gestore del Pimco Global fund, le attuali condizioni del mercato evidenziano che la crescita futura dipende quasi esclusivamente dall’apprezzamento addizionale del mercato immobiliare e dalla Borsa. Il tutto ad una condizione: che l’Asia continui ad assorbire gli investimenti Usa e a sostenerne il mercato del lavoro. Gross ritiene che gli elevati deficit, la svalutazione del biglietto verde, la riduzione delle imposte per le fasce più ricche e i bassi tassi di interesse abbiano eroso significativamente il pacchetto di misure utilizzabili per stimolare e rilanciare l’economia. Warren Buffett, l’oracolo di Omaha, ha sostenuto di essere pienamente d’accordo con Gross. Buffett ha affermato che l’economia Usa sta percorrendo un sentiero che è stato da sempre definito pericoloso dalle persone più intelligenti del paese. William Gale e Peter Orszag, economisti della prestigiosa Brookings Institution, hanno pubblicato un articolo sul Los Angeles Times in cui sottolineano che l’amministrazione Bush vive nella totale negazione delle indicazioni preoccupanti riscontrabili nell’analisi dei deficit gemelli e nel bassissimo tasso di risparmio di un paese che è un grande debitore internazionale. Gale e Orszag sostengono che gli Usa di George Bush sono meno equipaggiati di quelli di Ronald Reagan per affrontare una crisi da deficit. A cura di www.fondionline.it