1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

“L’economia cinese sarà sempre più volatile”. Parola di Deutsche AWM. Che punta nel lungo periodo sulle azioni di classe H

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN
di Gloria Valdonio

La Cina sta vivendo la sua rivoluzione copernicana, ovvero una veloce trasformazione da un’economia dirigista a un’economia di libero mercato dei capitali. Un processo sul quale il governo centrale non potrà più esercitare il pieno controllo, ma che secondo analisti ed esperti di quell’area darà vita a nuove opportunità. “La trasformazione della Cina – spiega Asoka Woehrmann, cio di Deutsche AWM (Gruppo Deutsche Bank) – continuerà a incidere sull’economia del Paese, e per il governo cinese è tuttora difficile adeguarsi all’imprevedibilità del libero mercato”.

Volatilità e occasioni
Secondo Deutsche AWM gli investitori – e anche le società – dovranno affrontare il fatto che in futuro la crescita della Cina sarà sempre più volatile. “Sarà anzi necessario riesaminare la situazione di trimestre in trimestre, anche perché la qualità dei dati ufficiali è inadeguata”, dice Woehrmann. Che aggiunge: “D’altro canto, gli investitori a lungo termine dovrebbero trovare opportunità sempre più interessanti nel segmento delle azioni di classe H, ovvero le società cinesi quotate in renmimbi e destinate essenzialmente agli operatori locali”.

Crescita lenta

Ottime occasioni di investimento, nonostante gli analisti avvertano che per la Cina sarà sempre più difficile mantenere gli elevati tassi di crescita a cui ci aveva abituati. Il Paese è infatti la seconda economia mondiale, ma dal 2008 il rapporto debito/Pil è raddoppiato. Inoltre molti settori sono penalizzati dall’eccesso di capacità e l’inflazione salariale erode i livelli di competitività. “Il governo cinese sta trasformando l’economia, ma queste misure incideranno sulla crescita nel breve periodo – dice Woehrmann – In una prospettiva di lungo periodo sono ancora ottimista, in quanto la Cina ha sempre dimostrato la volontà e la capacità di trasformarsi nonostante gli ostacoli affrontati nel breve periodo”.

Dal dirigismo al mercato
Tuttavia dovremo rinunciare ad alcuni miti. La Cina non è più un Paese in crescita costante, né un porto di stabilità, una nazione incentrata sulle esportazioni o l’officina del mondo. Per evitare un’errata allocazione dei capitali, la Cina dovrà consentire alle forze di mercato di svolgere un ruolo nell’economia reale. “Le autorità devono porre fine alla competizione tra le regioni, che usano le sovvenzioni pubbliche per rilanciare singoli settori – spiega Woehrmann – Nei settori cemento, acciaio ed energia solare almeno il 25% della capacità è superfluo. La pianificazione centralizzata ha contribuito a trasformare una nazione agricola nell’officina del mondo”. Il prossimo passo, quello dal dirigismo al mercato, sarà più difficile