Economia, arrivano i cinesi con i "loro" dollari

Inviato da Redazione il Lun, 11/07/2005 - 10:42

Anche se la Cina non ha ancora raggiunto gli standard tradizionali dei paesi industrializzati, il funzionamento della sua economia si sta gradualmente avvicinando alla normativa che regola i sistemi economici più ricchi del pianeta

Alcuni analisti internazionali credono che una parte importante della crescita cinese degli ultimi anni, non abbia tenuto in debito conto la ricerca dell'utile. L'assenza di meccanismi efficienti che regolino il processo di assegnazione delle risorse, ha contribuito a mantenere in vita un'attività economica caratterizzata da elevate dosi di artificiosità. Da questo punto di vista, la Cina e l'industria cinese starebbero sperimentando da qualche tempo una costante perdita nei margini di beneficio, pressata da costi che (pur rimanendo su livelli generalmente bassi) continuano a crescere, e da un mercato che non accetta incrementi di prezzo necessari a compensarli.

Attualmente la Cina è già uno dei più grandi consumatori di alcune delle materie prime essenziali per far funzionare la macchina economica mondiale. Il desiderio cinese di assicurarsi fonti esterne di somministrazione ha causato non poche tensioni geo-strategiche a un pianeta che le patisce già da qualche decennio. Da questa visuale, la scarsità di risorse naturali sarà uno degli assi economico- strategici del XXI secolo. Nel caso dell'offerta di acquisto della società petrolifera statunitense Unocal da parte della cinese Cnooc, è possibile individuare degli elementi che ci conducono proprio alla battaglia in corso per accaparrarsi le materie prime in ogni angolo del pianeta. Ma, allo stesso tempo, si insinuano elementi che fanno intuire la necessità delle imprese cinesi di ottenere livelli di redditività tali da poter giustificare un'accettabile espansione delle attività.

L'offerta della Cnooc è la maggiore proposta mai realizzata da una compagnia cinese per una corporate straniera. Secondo gli analisti, l'iniziativa rappresenta soltanto l'apertura di una lunga stagione che vedrà le imprese cinesi coinvolte in acquisti di società Usa. L'offerta non è nata dal nulla. Di fatto, Cnooc è stata consigliata dalla crema di Wall Street, Goldman Sachs e JPM Chase, che hanno recentemente sospeso la rivalità nata per garantire una linea di credito da 3.000 milioni di dollari a favore della Cnooc. Goldman Sachs non è un estraneo in Cina, una regione che ha qualificato come la sua prossima frontiera in termini di opportunità offerte al business della finanza. Da quando ha creato la sua agenzia a Hong Kong nel 1984, la banca d'affari statunitense lavora per ampliare la sua clientela nella metropoli e nella Cina continentale, potendo già contare su nomi del calibro di PetroChina e Bank of China.

Chiudere l'accordo seguendo l'offerta formulata dalla Cnooc - una compagnia posseduta al 70% dallo Stato attraverso la Cina National Offshore Oil Corp- darebbe a Goldman un solido vantaggio competitivo in un mercato in rapida espansione. Goldman e JPM Chase hanno creato dei gruppi di economisti che stanno lavorando sodo per cercare di individuare le opportunità economiche generali che esistono in Cina. Gli economisti di Goldman sostengono che l'economia cinese è molto più flessibile e adattabile rispetto a quella nipponica.

L'offerta cinese ha provocato un intenso dibattito negli Usa in merito all'opportunità di dare semaforo verde all'iniziativa. A suo tempo, l'offensiva lanciata dal Giappone sulle imprese statunitense, è stata recepita meglio di quella lanciata oggi dalla Cina. Gli esperti sostengono che la diversa reazione debba essere imputata alla vicinanza dell'economia nipponica ai parametri tipici delle economia occidentali (omologazione quasi piena). Non bisogna però dimenticare che l'offensiva delle aziende nipponiche rivelò una serie di reazioni di stampo razzista, almeno fino a quando la prima potenza mondiale non si rese conto che quegli investimenti erano una vera manna caduta dal cielo. Sarà molto difficile per gli statunitensi riuscire a convincere le autorità cinesi a perseverare nell'acquisto della maggior parte delle nuove emissioni di Treasury bond del Tesoro Usa. E' più probabile che gli Usa si convincano che è forse più ragionevole ed opportuno che i cinesi spendano i loro dollari in qualche azienda domestica.
Fonte www.fondionline.it
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