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Ecco la mappa delle nuove province. Via le giunte provinciali nel 2014, stop al cumulo degli emolumenti

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Pisa unita a Livorno, Varese unita con Como: città storicamente rivali riunite in nome della spending review, che ora volenti o nolenti dovranno condividere la stessa amministrazione. E’ ormai ufficiale: delle 86 province italiane ne restano solo 51: 35 sono state riassorbite in altre province già esistenti per raggiungere le dimensioni territoriali richieste dalle nuove disposizioni di legge (guarda la nuova MAPPA delle province disegnata da AdnKronos).

Il decreto è stato approvato questa mattina, come annunciato dal ministro della Pubblica Amministrazione Fabrizio Patroni Griffi. “Le nuove province saranno nuove per dimensioni, funzioni e governance”, ha detto il ministro, specificando che quello annunciato è un processo irreversibile. “Il Governo – ha sottolineato il ministro – ha tenuto conto delle istanze del territorio. Molte proposte sono arrivate dai Consigli per le autonomie locali, altre non le abbiamo tenute in considerazione perche’ non erano in linea con quanto indicato dal provvedimento sulla spending review”.

Ecco così Monza e Brianza tornare sotto il cappello di Milano (che ingloba anche la città di Busto Arsizio, che ospita l’aeroporto di Malpensa), e nascere le province di Varese-Como-Lecco e Mantova-Cremona-Lodi per la Lombardia; Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno in Toscana, e la neonata provincia di Andria-Barletta-Trani unirsi con il territorio di Foggia in Puglia.
Nessuna considerazione per le eventuali proteste: contenziosi, dice il ministro Patroni Griffi, ce ne sono già stati, ma “noi andiamo avanti con il nostro timing perche’ crediamo nella legittimita’ degli atti!.

Si attenderà ancora altri sei mesi per conoscere la sorte delle province delle regioni a statuto speciale, per le quali la legge prevedeva più tempo per il riordino delle amministrazioni locali. Per le altre regioni, dal primo gennaio 2013 fino alla piena operatività nel 2014 (passando per le elezioni che si terranno nel novembre 2013) ci sarà una fase di transizione che porterà il progressivo venir meno delle giunte provinciali; nel frattempo il presidente non potrà delegare più di tre consiglieri. Nessun commissario speciale è previsto in questa fase, se non nel caso di inadempimento da parte delle province.
 
Altri tagli riguarderanno gli emolumenti degli organi comunali e provinciali, che non saranno più cumulabili per cariche ricoperte da una stessa persona; alcuni assessorati, che verranno aboliti; e gli organi politici, che potranno avere sede solo nei capoluoghi.