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Ecco cosa è veramente successo alla sterlina. E perché è il caso di preoccuparci… (Berlinzani)

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Nella notte, erano circa le 1.30 del mattino in Italia, qualcosa di simile a un vero e proprio terremoto è accaduto sui mercati finanziari. La sterlina inglese ha perso terreno violentemente e repentinamente nei confronti di tutte le altre valute toccando i minimi da oltre 30 anni nei confronti del dollaro e avvicinando la soglia della parità nei confronti dell’euro. Movimenti tanto accentuati, e rientrati nell’arco di pochi minuti, che sono stati spiegati dai media internazionali come un semplice errore di inserimento ordine da parte di qualche operatore istituzionale, i cosiddetti “fat fingers”

Una spiegazione che, il passato insegna, rischia di rimanere semplicistica e forviante visto che il Forex è da sempre stato etichettato come il mercato più liquido del sistema: per questo abbiamo cercato di analizzare i commenti riportati da varie fonti, nazionali ed internazionali. La riflessione a nostro avviso più acuta e plausibile è quella riportata da Saverio Berlinzani, uno dei maggiori esperti italiani della materia che nel suo commento sotto riportato spiega come sia potuto accadere un movimento di tale portata, le conseguenze a livello di sistema e i rischi che potremmo affrontare nelle prossime settimane.

Saverio Berlinzani:

Saverio Berlinzani, esperto cambi - Forex“Stamani ho letto tanti commenti relativamente al movimento della sterlina e se posso, dico la mia al riguardo per spiegare, dal mio punto di vista, quello che potrebbe essere successo.
Tutti sanno che il mercato dei cambi è un Otc, Over the counter, ovvero un mercato non regolamentato. In buona sostanza, non esiste una Borsa dei cambi dove si riuniscano tutti le compravendite in valuta, ma esistono, come è noto, una miriade di brokers retails ognuno dei quali ha i suoi clienti e ordini limite, stop, if done etc etc.

In buona sostanza è come se ogni broker fosse un piccolo mondo a sè stante, un piccolo mercato dei cambi globale, un campione dei grandi volumi scambiati soprattutto nelle piattaforme istituzionali, come l’Ebs (Electronic Broker System di proprietà di Icap) per esempio. Ogni Broker non fa altro che ricevere dalle grandi banche market makers i prezzi (Alcuni brokers hanno fino a 10 banche controparti, altri ne hanno 3 – 4, ognuno fa le sue scelte che sono dettate da politiche commerciali). Questa notte alle ore 01.00 la maggior parte delle piattaforme grafiche ha evidenziato un crollo dei prezzi del Cable. Alcune piattaforme hanno segnato dei minimi a 1.1200 , altre a 1.1800 , altre a 1.2000, insomma chi più ne ha più ne metta. Qualcuno grida al complotto, altri ne fanno una questione ideologica e politica, io stesso esprimo la mia opinione al riguardo senza pensare di avere la verità in tasca.
Ma spieghiamo le cose tecnicamente. Essendo ogni broker un mondo a sè stante, da un punto di vista teorico (anche se i prezzi sono allineati durante le sessioni europee e Usa), ogni brokers ha in pancia gli ordini dei suoi clienti e deve gestirli. I brokers che hanno segnato minimi a 1.1200 evidentemente avevano meno liquidità di quelli che hanno segnato minimi a 1.1900. Ai clienti suggerirei di informarsi presso qualche grossa banca cosa sia stato battuto sull’Ebs a quell’ora. L’Ebs dovrebbe essere un riferimento istituzionale per poter eventualmente contestare qualche stop preso sotto ai prezzi battuti sull’Ebs. Ricordo però che le grandi banche market maker la liquidità la danno 24 ore su 24 anche se è possibile che durante le ore notturne questa liquidità sia inferiore. Ora cerchiamo di spiegare il problema dell’ora in cui è successo questo.

Era l’una ovvero le ore 9 a Tokyo, e il mercato a quell’ora dovrebbe essere già sufficientemente liquido. Di solito il rischio vero per i mercati è rappresentato dal momento che va dalle 23.00 all’1.00 stessa perchè è il momento in cui Tokyo non ha ancora aperto e Australia e Nuova Zelanda sono ancora all’inizio della seduta oceanica. E’ un momento in cui c’e’ una specie di patto di non belligeranza tra i grandi istituzionali, che ricevono gli ordini dalle controparti di New York quando New York chiude. Le grandi banche americane e non infatti passano gli ordini di stop o limite a poche banche presenti a Wellington o a Sydney. Se si scatenasse il putiferio in quelle due ore, la liquidità sul mercato sarebbe veramente ridotta al lumicino. Questa volta invece, tutto è partito all’una, in un momento dove forse ci sarebbe dovuta essere sufficiente liquidità, essendo l’apertura di Tokyo.
E cosa potrebbe essere successo ? Qualcuno dice il classico caso di fat finger, ovvero un clic fatto “at best” (colpisco tutti i bid presenti sul mercato fino al raggiungimento dell’esecuzione del mio importo) per un importo enorme che avrebbe spazzolato tutti i bids presenti a quell’ora sul mercato (per la verità magari liquidità bassa a quell’ora), ma se è successo così quale sarà stata la media di vendita di quell’importo ? Perchè se è stato un errore, colui che lo ha fatto, deve poi ricoprirsi e chiudere lo short.

Ce l’avrà fatta con un guadagno ? Ne dubito fortemente guardando la price action. E cosa potrebbe essere successo altrimenti ? Beh qualcuno che ha provato a fare il furbo e aveva venduto grosso negli ultimi due giorni, per poi mettere dei bid sotto e simulare poi vendite grosse all’una di questa notte per potersi ricoprire in assenza di volumi in un momento di panic selling ? (in gergo si definisce spoof ).
Se è successo qualcosa del genere lo scopriremo, perchè una cosa del genere non deve passare inosservata alle autorità di vigilanza, benchè il forex sia un mercato globale e non regolamentato. Di sicuro è una perdita di credibilità per il mercato valutario, in cui lavoro da tanti anni.

Di movimenti ne ho visti tanti, sulla lira per esempio, ma con la liquidità di oggi, il sospetto che non sia tutto casuale, mi viene, senza voler accusare nessuno, ovviamente.
Infine a me pare che questa vicenda sappia tanto di scontro politico per colpire un paese che ha preso una decisione democratica, criticabile finchè volete, ma democratica con un referendum. Il movimento è partito avendo come scusa o giustificazione, una dichiarazione di Hollande che ha affermato che la Gran Bretagna avrebbe deciso autonomamente un hard landing. Io non credo che all’Europa, per ripicca, convenga una cosa del genere. Sarei ulteriormente sorpreso della miopìa dei nostri governanti. A tutti, e soprattutto all’Italia, credo convenga accettare un accordo di libero scambio.
Sulla sterlina cosa dire. Ne ho viste talmente tante che non mi meraviglierei di vedere un cable a parità. I cambi cambiano, mi diceva il mio vecchio capocambista che ricordo con tanto affetto ! LEVA BASSA MI RACCOMANDO !”