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È iniziata la rivoluzione nel comparto farmaceutico. Tutti in attesa del mega-deal Pfizer-AstraZeneca

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Fermento nel comparto farmaceutico. La forte concorrenza dei generici e le sfide in arrivo dai brevetti in scadenza costringono i big del comparto a riorganizzarsi per provare a incrementare la redditività in un comparto schiacciato da costi crescenti.

Ad aprire le danze questa mattina ci ha pensato la svizzera Novartis che ha annunciato l’acquisizione della divisione oncologica della britannica GlaxoSmithKline per 16 miliardi di dollari e la contemporanea vendita alla stessa Gsk del ramo vaccini per 7,05 miliardi. I due big della farmaceutica hanno inoltre creato una joint venture nel settore della sanità pubblica in grado di generare un giro d’affari annuo di quasi 11 miliardi di dollari.

Il colosso svizzero ha inoltre venduto il ramo farmaci per animali al gigante statunitense Eli Lilly, e più precisamente alla divisione veterinaria Elanco, per 5,4 miliardi di dollari. Sempre oltreoceano, la canadese Valeant Pharmaceuticals ha messo sul piatto circa 47 miliardi di dollari per Allergan, la società produttrice del botox. L’offerta, che prevede 48,3 dollari in contanti e 0,83 azioni per ogni titolo Allergan, include un premio complessivo di oltre il 7% sulla chiusura di ieri.

Non finisce qui perché l’operazione più corposa, che stando alle prime stime dovrebbe superare quota 100 miliardi di dollari, vede coinvolta Pfizer pronta, secondo indiscrezioni, a lanciare un’offerta su AstraZeneca. Se le cifre dovessero essere confermate, si tratterebbe della maggiore operazione di sempre per l’industria farmaceutica.

Pfizer dispone di 67 miliardi di dollari di liquidità realizzata fuori dagli Usa e già in passato, tramite le acquisizioni di Wyeth (68 miliardi), di Pharmacia (56 miliardi) e di Warner-Lambert (87 miliardi di dollari), ha dimostrato di saper fare le cose in grande. L’offerta di Pfizer, sempre secondo i ben informati, sarebbe per la quasi totalità in contanti. Secondo il Daily Telegraph la compagnia farmaceutica inglese avrebbe ingaggiato Goldman Sachs e Morgan Stanley come advisor mentre il colosso statunitense avrebbe invece contattato JP Morgan.