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E’ febbre Bitcoin. Moneta virtuale supera $2.100, +135% da inizio anno (Grafico)

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Ormai si può parlare di una vera e propria febbre del Bitcoin. Dopo aver superato durante il fine settimana la soglia dei $2000 per la prima volta nella storia – stando ai dati di CoinDesk – la moneta virtuale ha sfondato al rialzo oggi anche quota $2.100, volando fino a $2.185,89.

Il rally si è intensificato nell’ultimo periodo, con guadagni di ben il 65% negli ultimi 30 giorni.

Sicuramente, a contribuire al recente boom sono stati gli acquisti esplosi in Asia, in Cina e anche in Giappone, dopo la decisione di Tokyo di legalizzare gli scambi in Bitcoin, in particolare di permettere ai retail di iniziare ad accettare la criptomoneta come una qualsiasi altra valuta legale: fattore, questo, che si è tradotto in un boom degli scambi di trading in yen, che ora incidono sui volumi di scambio totali per oltre il 40%.

Sui mercati si scommette inoltre sempre di più sulla ‘resa’ della Sec, la Commissione per la Borsa in Usa, che potrebbe alla  fine rilasciare l’autorizzazione alla sua contrattazione, dopo la bocciatura a marzo di uno strumento finanziario quotato legato alla moneta, che era stato proposto dai fratelli Winklevoss.

Dall’inizio dell’anno, le quotazioni del Bitcoin sono volate di oltre +135%. E il sito Cnbc fa notare come, chi avesse investito sul Bitcoin 100 dollari, sette anni fa, al momento siederebbe su una ricchezza di $72,9 milioni.

Bitcoin supera quota $2.100

Era solo lo scorso venerdì, quando si gridava al miracolo Bitcoin, con i prezzi che avevano superato la soglia di $1.900 e la capitalizzazione di mercato balzata di oltre $4 miliardi nell’arco di cinque sessioni appena.

Nonostante la sua scarsa regolamentazione, il Bitcoin è sempre più considerato come un asset rifugio dalla comunità degli investitori: tanto che i buy delle ultime sedute sono scattate sia per gli scandali che hanno travolto il presidente Usa Donald Trump che per il tonfo della borsa di San Paolo, in Brasile. E il suo appeal ha superato quello dell’oro, se si considera che le quotazioni della moneta sono quasi il doppio rispetto al contratto del bene rifugio per eccellenza.

La sua performance indubbiamente dà ragione a quella previsione contenuta nel report annuale “Outrageous Predictions” di Steen Jacobsen, responsabile economista presso Saxo Bank, pubblicata a dicembre, in cui l’esperto aveva scritto che il Bitcoin, nel 2017, avrebbe potuto superare la soglia di $2.000.