Dublino indebolisce i listini ed affossa i bancari

Inviato da Luca Fiore il Ven, 17/09/2010 - 19:30
Gli indici europei hanno chiuso l'ottava deboli, appesantiti dalle notizie in arrivo da Dublino e dal dato sulla fiducia dei consumatori statunitensi. Secondo quanto riportato da un quotidiano locale, il settore bancario irlandese avrebbe bisogno di un aiuto esterno (Fondo Monetario) per evitare il collasso. Indiscrezioni che hanno fatto schizzare i credit default swap, le polizze assicurative contro l'insolvenza di un emittente, a 428,3 punti e lo spread con i bund decennali a 377 punti.

Poco fa è arrivata la smentita da parte del Ministro delle Finanze irlandese, Brian Lenihan, che ha dichiarato che i rumor "relativi un intervento esterno non sono assolutamente veri" e che "le notizie circolate oggi sono frutto di una cattiva interpretazione di un report". Il ministro si riferisce ad un articolo dell'Irish Indipendent, che citando un report di Barclays ha affermato che prima o poi il Paese sarà costretto a ricorrere ad aiuti finanziari esterni.

Sul listino di Dublino Allied Irish Banks ha perso 11 punti percentuali e la Bank of Ireland è arretrata di più di 7 punti percentuali. A Francorforte Deutsche Bank ha lasciato sul campo l'1,81%, a Zurigo Ubs ha chiuso con un -1,4% ed a Londra Barclays ha messo a segno un -2,8% mentre il titolo Royal Bank of Scotland è indietreggiato dell'1,24%.

Lettera anche sulle francesi Bnp Paribas (-1,9%), Société Générale (-2,93%) e Credit Agricole (-0,76%). A Piazza Affari Unicredit pecora nera del paniere principale con un -2,48%; secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, la Lybian Investment Authority (Lia) ha comprato un altro 0,5%, portando la sua partecipazione al 2,59% dal precedente 2,075% (il 4,99% è invece detenuto dalla Banca centrale libica). Deboli anche Ubi e Intesa Sanpaolo, che hanno lasciato rispettivamente sul campo l'1,46 e lo 0,31%.
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