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Draghi valuta le mosse sullo scacchiere della crisi greca. Oggi la decisione sui tassi

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Il focus della Banca centrale europea passa dai tassi d’interesse all’approccio sui titoli greci in portafoglio. A poche ore dall’annuncio di politica monetaria (ore 13.45) e dall’incontro dei ministri finanziari dell’Eurozona (ore 18.00), la Bce potrebbe infatti sparigliare le carte.
 
Prendono quota, dopo essere circolate già ieri, le indiscrezioni secondo cui la Bce si avvierebbe a un intervento sui bond greci in suo possesso: cedere i titoli di Atene in portafoglio (acquistati tra 2010 e 2011 nell’ambito del programma Smp) al fondo salva-Stati europeo Efsf, che ne trasferirebbe l’importo alle casse di Atene con un indubbio beneficio in termini di alleggerimento del debito.

Non si attendono invece novità sui tassi d’interesse, così come sulle misure non convenzionali adottabili dall’istituto centrale. Gli analisti dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo ritengono che la riunione di oggi avrà ancora carattere interlocutorio. “Segnali a sostegno di un taglio del refi sotto l’1,0% a marzo non sono da escludere – spiegano – ma ci sembrano poco probabili anche perché “i timidi segnali di stabilizzazione ciclica” sono stati in parte confermati; il bilancio dei rischi è significativamente cambiato e potrebbe migliorare ulteriormente con l’asta di febbraio”. A fine mese è infatti prevista una nuova asta di liquidità a 3 anni per la quale si attende una forte richiesta dalle banche dell’Eurozona. Ieri il Credit Suisse ha spiegato di prevedere che le richieste arriveranno fino a 650 miliardi di euro dai 489 miliardi dell’asta di dicembre. Nella stessa direzione vanno gli analisti di Intesa, secondo i quali “l’asta a 36 mesi potrebbe vedere una domanda di fondi ancora elevata e favorire un ulteriore calo dei tassi a breve”.

Ieri il Financial Times ha esaltato l’operato del presidente dell’Eurotower, Mario Draghi, in occasione dei primi 100 giorni al vertice della Bce. Secondo il quotidiano londinese, Draghi avrebbe contribuito ad evitare un credit crunch in Europa, superando anche lo scetticismo di Berlino, ma i problemi economici e politici non sarebbero ancora del tutto superati.