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Draghi: tassi bassi anche dopo fine QE, quelli negativi “un successo”. Rumor su tapering Bce

Redditività banche non minacciata, ma il suo collega Benoit Coeure la pensa diversamente e lancia un allarme.

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Il numero uno della Bce Mario Draghi difende il Quantitative easing e promette che la politica monetaria rimarrà accomodante ancora a lungo.  Parole in linea con quanto auspica il Fondo Monetario Internazionale, che ha chiesto alle banche centrali mondiali di non staccare la spina degli stimoli monetari in modo troppo brusco, prima dell’arrivo di segnali tangibili sulla crescita dell’inflazione.

Draghi parla al Peterson Institute, in occasione del meeting autunnale dell’Fmi e della Banca Mondiale in corso in questi giorni a Washington, e fa notare che il QE ha creato 7 milioni di posti di lavoro in quattro anni. E’ possibile che il piano abbia creato distorsioni sui mercati, sottolinea, ma i suoi effetti positivi sono totalmente superiori a quelli negativi che, a suo avviso, le distorsioni possono essere anche ignorate.

I tassi, ha garantito, rimarranno bassi ancora a lungo, anche dopo la fine del QE.

A tal proposito, sempre al Peterson Institute, il suo collega membro della Bce Benoit Coeure ha avvertito che i tassi di interesse negativi introdotti dalla Banca centrale europea alla metà del 2014 potrebbero danneggiare la redditività delle banche nel tempo, “nonostante siano estremamente efficaci come strumento complementare ad altri di politica monetaria non convenzionali”.

In generale, Coere ha lanciato l’allarme sul rischio che il sistema finanziario venga destabilizzato per l’eventuale decisione delle  banche centrali  di estendere per troppo tempo i piani di acquisti di bond.

Draghi ritiene in ogni caso che i tassi negativi siano stati “un successo”. E ritiene anche di non aver ravvisato la presenza di quelle distorsioni di cui si parla “Non abbiamo assistito a quelle distorsioni che alcuni stanno prevedendo. Non abbiamo assistito al calo della redditività delle banche che, piuttosto, sta salendo”. Sulla crescita dei salari, invece, “non ci siamo”.

Intanto, emergono indiscrezioni sul tapering del QE che Draghi & Co starebbero pensando di varare per porre fine al discusso piano di acquisto di bond sovrani e corporate bond. Secondo Bloomberg,  la Bce starebbe valutando l’opzione di tagliare gli acquisti mensili di bond di “almeno la metà, a partire da gennaio”, e di mantenere contestualmente attivo il Quantitative easing per altri nove mesi”.

In sintesi, le fonti sentite da Bloomberg riportano che il valore degli acquisti potrebbe esseredimezzato da quello attuale di 60 miliardi di euro a 30 miliardi: le discussioni sono in corso, e nel prossimo meeting della banca centrale, in calendario il prossimo 26 ottobre, dovrebbero essere ufficializzati finalmente alcuni dettagli sul tapering.