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Draghi smorza scommesse tapering QE. Su dossier venete: Berlino ha salvato banche con 11% del Pil tedesco

QUOTAZIONI Intesa Sanpaolo

A chi lo critica per i tassi troppo bassi: “Non dimentichiamo che i risparmi arrivano dalla crescita. E che i tassi di interesse devono essere bassi affinché si assista a …

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Banche venete: Mario Draghi ricorda che la Germania ha speso l’11% del suo Pil per salvare le sue banche. La dichiarazione – riportata da La Stampa – arriva dal Portogallo, dove il banchiere si trova per inaugurare il meeting delle banche centrali organizzato dalla Bce che si tiene a Sintra.

Draghi ‘interrogato’ su bail-in

Ieri, in uno scambio di domande e risposte con gli studenti dell’università di Lisbona, Draghi ha riaffrontato la questione del bail-in e della sua applicazione (o meglio mancata applicazione), rispondendo alla domanda di uno studente sul perchè i portoghesi abbiano dovuto sborsare 10 miliardi di euro per salvare alcuni istituti, nonostante le nuove regole europee stabiliscano che, delle perdite, debbano pagare in primis azionisti e obbligazionisti.

“La Germania ha speso per salvare i suoi istituti l’11 per cento del prodotto interno lordo”, ha fatto notare, senza riferirsi espressamente al caso di Veneto Banca e Popolare di Vicenza.

Proprio ieri, i mercati, soprattutto l’indice Ftse Mib di Piazza Affari, brindavano all’accordo che ha salvato le banche venete, con Intesa SanPaolo che saliva anche di oltre +4%. Ma la polemica nel frattempo montava, per quello che viene considerato un bail-out dei due istituti, la cui parte buona sarà tra l’altro rilevata da Intesa SanPaolo al prezzo simbolico di 1 euro.

Draghi a banche: accantonate più risorse

Dal canto suo Draghi ha invitato le banche ad “accantonare risorse che possano assorbire le perdite, in casi di crisi”, e il “cui accesso deve essere facile” nei momenti di stress finanziario. Questa, ha puntualizzato, “è l’unica strada per rendere la BRRD una direttiva credibile”.

Ieri, nel suo incontro con gli studenti, Draghi ha difeso a spada tratta il Quantitative easing della Bce, smorzando – per l’ennesima volta – le aspettative su un tapering più o meno imminente del programma. Draghi ha sottolineato che la politica monetaria estremamente accomodante della Bce ha “aiutato ad affrontare il problema delle diseguaglianze in Europa”, che ha descritto come “un fenomeno altamente destabilizzante”.

Attesa a questo punto per l’intervento di Draghi alle 10 ora italiana da Sintra.

Draghi difende QE e tassi bassi. Euro giù

Nel difendere la strategia del QE, Draghi ha sottolineato che “la principale causa delle diseguaglianze è la disoccupazione”. E, “nel momento in cui la nostra politica combatte contro la disoccupazione, combatte anche contro le diseguaglianze”. Riguardo alle eterne critiche tedesche, ha fatto notare:

“Non dimentichiamo che i risparmi arrivano dalla crescita. E che i tassi di interesse devono essere bassi affinché si assista a una ripresa della crescita.

Certo, ha ammesso: “i risparmiatori dei paesi core” dell’Eurozona “vorrebbero rendimenti più alti sui loro risparmi”. In ogni caso, “li vedranno nei tempi dovuti”. Ma noi “dobbiamo garantire che l’inflazione converga verso il target prefissato e che l’economia si riprenda”.

L’euro ha perso terreno sulla scia dei commenti di Draghi, che ha ancora smorzato le attese sull’intenzione della Bce di procedere a breve nel percorso della normalizzazione dei tassi: il rapporto euro-dollaro è sceso a $1,1192, rispetto al massimo in undici giorni di $1,1220.