Draghi: ripresa moderata e inflazione bassa ancora a lungo. Pronti a nuove azioni

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La ripresa economica nella zona euro procederà gradualmente ma a ritmo moderato, e l’inflazione continuerà a rimane bassa per un periodo lungo di tempo, anche se al riparo dal rischio deflazione. Questo il quadro emerso dalla conferenza stampa del governatore della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi, che ha seguito come di consueto la riunione del direttivo che ha deciso in maniera unanime di mantenere i tassi di interesse fermi al minimo storico dello 0,25%. Stabili anche il tasso sui prestiti marginali (allo 0,75%) e quello sui depositi overnight (allo 0%). L’ultimo taglio risale allo scorso novembre.
Draghi ha spiegato che la decisione è stata presa alla luce dei recenti dati economici che si sono dimostrati “in linea con le previsioni”. Confermata anche la forward guidance, ossia tassi di interesse agli attuali livelli o più bassi per un periodo prolungato di tempo. “Siamo determinati a mantenere una politica accomodante e siamo pronti a prendere misure decisive se necessario“, ha detto Draghi. Tra le possibili azioni, anche l’interruzione della sterilizzazione del piano SMP, ossia la sospensione da parte della Bce della politica di drenaggio fondi dalle banche della zona euro su base settimanale che va avanti da quattro anni. Possibili misure anche sul fronte dei prestiti alle piccole e medie imprese: “c’è ancora tanto da fare, ma non è una scelta facile – ha risposto Draghi – non abbiamo accantonato la possibilità di intervenire”. 
Le nuove stime su crescita e inflazione. Per la prima volta si allungano al 2016
Nel corso della conferenza stampa Draghi ha snocciolato le previsioni sulla crescita e l’inflazione nella zona euro allungando lo sguardo per la prima volta fino al 2016. Il Pil è visto in crescita dell’1,2% nel 2014 (precedente previsione all’1,1%), e si attende un’economia in progresso nel 2015 e 2016 rispettivamente all’1,5% (stima confermata) e all’1,8%. Quanto ai prezzi al consumo lo staff della Bce ha stimato un’inflazione all’1% nel 2014 (precedente 1,1%), all’1,3% nel 2015 e all’1,5% nel 2016. Nell’ultimo trimestre del 2016 l’inflazione, secondo le previsioni dell’istituto di Francoforte, dovrebbe attestarsi all’1,7%. 
“Assisteremo a una ripresa economica moderata e a un periodo prolungato di bassa inflazione, al di sotto del target del 2% ma superiore al tasso attuale”, ha detto Draghi, precisando che è escluso un rischio deflazione. Secondo l’Eurotower sono ancora presenti forti squilibri all’interno della zona euro e permangono rischi sulla crescita, soprattutto legati a una domanda interna più bassa. Finora le tensioni geopolitiche in Ucraina e il rallentamento delle economie emergenti hanno avuto un impatto abbastanza lieve, secondo Draghi, anche se occorrerà monitorare la situazione soprattutto sul mercato valutario (si segnala che durante la conferenza di Draghi, il cross euro/dollaro ha toccato nuovi massimi da inizio anno). 
Per quanto riguarda la difficile situazione sul mercato del lavoro, il numero uno della Bce ha detto che la disoccupazione è ancora molto alta, addirittura su livelli record in alcuni Paesi della zona euro, ma in via di stabilizzazione. A riguardo i governi si devono impegnare per implementare le riforme strutturali necessarie. 
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