Draghi: la ripresa è moderata, sale il rischio geopolitico. L'Italia deve fare riforme

Inviato da Valeria Panigada il Gio, 07/08/2014 - 16:15
La ripresa nella zona euro continua a un ritmo moderato, ma le tensioni geopolitiche potrebbero frenarla. L'avvertimento è arrivato dal presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa a Francoforte che ha seguito l'annuncio di politica monetaria. L'Eurotower, come da attese, ha mantenuto i tassi di interesse fermi allo 0,15%. Invariati anche il tasso sui prestiti marginali allo 0,40% e quello sui depositi a -0,10%. Livelli su cui rimarranno per un lungo periodo di tempo, escludendo dunque un possibile nuovo taglio dopo l'ultima sforbiciata di giugno. 

"I tassi rimarranno bassi per un periodo di tempo esteso", ha ribadito Draghi, che però ha precisato che la Bce è pronta ad agire (se non sui tassi) con misure non convenzionali. "Il consiglio direttivo - ha detto - è unanime nell'utilizzo di strumenti non convenzionali in caso di necessità". Ossia, nel caso in cui l'inflazione si allontani ancora di più dall'obiettivo di medio-lungo termine fissato al 2%. Per ora, "le aspettative di inflazione sono in linea con i nostri obiettivi": il costo della vita dovrebbe rimanere basso prima di mostrare un leggero incremento nel 2015 e 2016. La dinamica inflattiva sarà condizionata soprattutto dai prezzi dell'energia e dal tasso di cambio, fattori da tenere sotto osservazione nelle prossime settimane.

Ma a preoccupare maggiormente la Bce sono le tensioni geopolitiche, in particolar modo quelle tra Russia e Ucraina, che potrebbero frenare la ripresa già fragile della zona euro. "Il rischio geopolitico è aumentato - ha avvertito Draghi - con possibili impatti sull'Europa". "Le contromisure della Russia (embargo dei prodotti agroalimentari, ndr) rappresentano un fattore importante, da monitorare", ha proseguito Draghi precisando però che al momento "è difficile stabilire le conseguenze per l'Europa". Per questo, ha ribadito ancora una volta Draghi, diventa importante proseguire sulla strada delle riforme strutturali. "I Paesi che hanno fatto programmi convincenti di riforma strutturale stanno andando meglio", ha dichiarato il presidente della Bce, dando una stoccata all'Italia. "Il Pil debole dell'Italia è dovuto a un basso livello di investimenti, oltre che ai bassi consumi", ha spiegato. E ancora: "l'incertezza sul piano delle riforme scoraggia gli investimenti". Da qui, il monito al governo italiano di agire e in fretta. 

Ulteriori progressi andranno fatti anche a livello europeo, e in particolar modo sull'unione monetaria. Il progetto infatti non è ancora completato. Draghi ha indicato due principali obiettivi su questa strada: uniformare il mercato del lavoro e rivedere la sovranità dei singoli Paesi. Un punto, quest'ultimo, che lascia alcune ombre.
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