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Draghi pronto a tagliare i tassi, gli scenari possibili secondo gli analisti

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In arrivo il primo degli appuntamenti cruciali della settimana europea: l’annuncio da parte del governatore della Bce Mario Draghi di un – molto probabile – taglio dei tassi d’interesse, per agevolare la liquidità nell’Eurozona. E’ opinione diffusa degli analisti che questo secondo taglio non sarà l’ultimo: l’obbiettivo è infatti quello di portare i tassi quanto più vicini possibile allo zero per risolvere un problema che, in molti casi, non è di solvibilità del debito di Stato, ma un problema di disponibilità di liquidi.

Oltre i tassi, misure non convenzionali (Barclays Capital)

Gli analisti di Barclays Capital si aspettano un nuovo taglio di un quarto di punto del costo del denaro, che andrebbe così all’1% preludendo ad azioni ulteriori nei prossimi mesi: 0,75% a gennaio e 0,50% a febbraio, con l’obbiettivo di raggiungere lo 0,25%. Gli esperti britannici si attendono però anche mosse “non convenzionali” per il sostegno del sistema creditizio. Secondo BarCap, il vero problema dello scarso funzionamento del canale del credito non è tanto la mancanza di liquidità quanto la scarsità di asset adatti a fungere da collaterali nelle transazioni dell’Eurozona, dato il peggioramento del market sentiment e delle tensioni nel mercato delle valute. Una soluzione per la Bce potrebbe essere quella di ammettere come collaterali anche asset non denominati in euro ma anche in dollari, sterline e yen giapponesi. Secondo la banca d’affari inglese, tra le misure non convenzionali per la liquidità delle banche è probabile anche l’introduzione di operazioni di rifinanziamento a lungo termine (LTRO) a due e tre anni, più flessibili.

Dopo il taglio, possibile il QE (Morgan Stanley)

Anche gli esperti della statunitense Morgan Stanley danno per scontato un taglio dei tassi dell’euro, forse già di mezzo punto percentuale, anche se è probabile che non ci sia sufficiente consenso intorno ad un taglio di una simile entità. Probabili anche per la banca americana ulteriori misure a sostegno delle banche: rifinanziamenti a lungo termine, innalzamento della soglia di emissione di bond da usare come collaterali e intensificazione dell’acquisto di obbligazioni bancarie da parte della Bce. Misura, quest’ultima, che potrebbe far parte di un più vasto programma di quantitative easing, anche se gli esperti non ritengono probabile che tale programma venga annunciato fin da ora. Ciò che Morgan Stanley si aspetta, inoltre, è che lo staff di Mario Draghi riveda pesantemente al ribasso le previsioni di crescita dell’area euro, abbassando la stima dell’1,3% per il Pil e dell’1,7% per l’inflazione armonizzata.

Morgan Stanley: tre scenari possibili e consigli di investimento sul mercato valutario

a. Taglio dei tassi di 25 punti base

Secondo Morgan Stanley questo è lo scenario base, già scontato dal mercato valutario, quindi, affermano gli esperti, una simile mossa non avrebbe ulteriori effetti significativi sulle monete mondiali. Ad avere effetto, in questo caso, sarebbero più le parole del governatore Mario Draghi durante la conferenza stampa: se il numero uno della Bce dovesse riferirsi ad un “downside risk” parlando di inflazione, alludendo a possibili ulteriori misure di sostegno alla crescita e allo stesso costo del denaro nell’Eurozona, gli asset più rischiosi probabilmente vedranno un rally. In questo caso gli analisti di Morgan Stanley consigliano di investire short nell’euro/dollaro australiano, o nell’euro/dollaro canadese. Se Draghi parlasse invece di inflazione “bilanciata”, ci si dovrebberi aspettare solo le misure a sostegno della liquidità, che però non avrebbero grossi effetti sui mercati valutari.

b. Taglio dei tassi di 50 punti base

In questo caso, secondo gli analisti, il rally sui mercati valutari sarebbe immediato, a prescindere dal discorso di Draghi,  e varrebbero le raccomandazioni di investimento short nell’euro/dollaro australiano e nell’euro/dollaro canadese.

c. Tassi invariati

Questa mossa, secondo Morgan Stanley, avrebbe effetti negativi sui mercati, perchè in assenza di misure “tradizionali” come  il taglio tassi sarebbe improbabile qualsiasi altra misura non convenzionale per il sostegno dell’economia. Una simile decisione renderebbe chiaro che la Bce non desidera diventare un prestatore di ultima istanza, il che renderebbe più alta la possibilità di una scissione all’interno dell’area euro. In questo caso la migliore raccomandazione di investimento per Morgan Stanley è : vendere l’euro/dollaro statunitense.

Floriana Liuni