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Draghi: non spetta a Bce affrontare bolle. In banche Eurozona troppi NPL, 1.000 miliardi

“In un tale contesto, l’utilizzo della politica monetaria non è lo strumento giusto per affrontare gli squilibri finanziari, e potrebbe anzi tradursi in deviazioni significative”.

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Ci sono ancora troppi NPL nei bilanci delle banche dell’Eurozona. E’ quanto ha detto Mario Draghi, numero uno della Bce, in un discorso proferito a Francoforte in occasione del convegno annuale dello European Systemic Risk Board, che lui stesso presiede.

Draghi ha anche parlato della necessità che siano i governi ad affrontare il problema degli squilibri finanziari, quindi della formazione di eventuali bolle speculative, non la Bce.

“E’ possibile che a un certo punto i cicli finanziari e di business non siano più sincronizzati, ovvero che squilibri finanziari possano crescere in un contesto caratterizzato da una inflazione relativamente contenuta“, così Draghi, che presiede lo stesso European Systemic Risk Board.

“In un tale contesto, l’utilizzo della politica monetaria non è lo strumento giusto per affrontare gli squilibri finanziari, e potrebbe anzi tradursi in deviazioni significative dell’output aggregato e dell’inflazione rispetto ai livelli desiderati”.

Reuters fa notare che, in un contesto di tassi di interesse negativi, sui mercati immobiliari di diverse città dell’Europa occidentale hanno iniziato a formarsi bolle speculative.

Tornando alla questione degli NPL che zavorrano i bilanci delle banche dell’Eurozona e in particolar modo dell’Italia, Draghi ha sottolineato che, sebbene la recente espansione economica dell’area euro aiuterà a smaltire il problema, nel sistema finanziario si individuano debolezze strutturali:

“Tali (debolezze) includono strutture interne di governance inadeguate nelle banche, procedure di recupero crediti inefficienti e costose in alcuni stati membri e incentivi allineati male per prevenire una facile risoluzione degli NPL”, ha detto Draghi, che ha quantificato in “circa 1.000 miliardi di euro” il livello dellle sofferenze nei bilanci delle banche europee a fine 2016, e che ha precisato che tale cifra non considera il fatto che “i collaterali ricoprono un ruolo importante in Europa”.

Il numero uno della Bce ha poi fatto un paragone che mette in evidenza come siano ancora molti i progressi da compiere.

“In Europa gli Npl su base lorda incidono per il 4% sul totale degli asset bancari, contro lo 0,8% degli Usa”.

Detto questo, la fiducia è riposta sull’IFRS 9, il nuovo sistema di regole contabili che entrerà in vigore all’inizio dell’anno prossimo e che, secondo il banchiere, aiuterà le banche a risolvere più facilmente i problemi degli NPL nelle crisi finanziarie future.

E questo perchè le banche si troveranno costrette a “individuare in anticipo rispetto ai tempi attuali le loro perdite, abbassare la soglia di tolleranza verso gli NPL e aiutare ad assicurare che gli aggiustamenti al settore bancario avvengano in modo più tempestivo e più esaustivo nelle crisi future”.

Draghi ha dato inoltre consigli agli istituti di credito che, “nel breve termine devono focalizzarsi su una migliore gestione degli Npl, inclusa una loro prudente misurazione e con la valutazione delle garanzie associate”.

In un’ottica di “più  lungo termine, è necessario sviluppare mercati secondari e piattaforme di trading: alle banche occorre anche fornire adeguati incentivi, in particolare riguardo alla contabilità degli asset compromessi”.