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Draghi insiste su QE, parlamentare olandese lo attacca: eroe in Italia o per Goldman. Ma non qui

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Mario Draghi snobba gli appelli – che arrivano soprattutto dai tedeschi, ma in generale dall’asse del Nord – di un cambio di rotta della politica monetaria dell’Eurozona.  E in occasione di un suo intervento al Parlamento dell’Olanda, il numero uno della Bce afferma che “è troppo presto per dichiarare vittoria nella battaglia sull’inflazione”. 

Il miglioramento dell’economia è comunque evidente, dice, in quanto la ripresa, da fragile e sbilanciata com’era, è diventata più ampia e più solida. Ma è vero anche che “le pressioni inflazionistiche sottostanti continuano a rimanere contenute e devono ancora mostrare un trend al rialzo convincente. I fattori trainanti domestici dell’inflazione, ovvero i salari, non stanno rispondendo ancora alla ripresa (…) è dunque necessario mantenere l’attuale livello molto accomodante di politica monetaria, in modo tale da assicurare la crescita delle pressioni inflazionistiche e per garantire che l’inflazione venga sostenuta nel medio termine“.

Nessuna intenzione, dunque di avviare una fase di tapering che si traduca nella fine del bazooka monetario che ha consentito all’Eurozona di risalire la china. La rimozione degli stimoli monetari, precisa Draghi, avverrà “in modo naturale”, insieme al miglioramento dell’economia e alla ripresa dell’inflazione.

Tuttavia, anche il suo aplomb britannico viene messo in crisi dalle domande insistenti dei parlamentari olandesi, che piuttosto puntano sui presunti effetti negativi del programma di Quantitative easing e sui vari problemi dell’Europa del sud. Tantè che un certo punto Draghi alza anche la voce.

Un parlamentare lo accusa per esempio di aver favorito i paesi che presentano elevati livelli del debito pubblico, rivolgendosi così a Draghi: “Potrà essere un eroe per l’Italia e per Goldman Sachs, ma qui lei non è un eroe”.

Lui risponde: “Non sono un eroe, non è il mio lavoro esserlo, il mio mandato è la stabilità dei prezzi” e “non ci sono distinzioni tra Paesi europei del Sud e del Nord”.

Draghi sbotta anche alla domanda sulla possibilità che un paese membro dell’Eurozona abbia bisogno di una ristrutturazione del debito:

“Non vogliamo speculare sulla probabilità di situazioni che non hanno alcuna chance di accadere. Perchè mi fa questa domanda? 

Così come sbotta all’osservazione del parlamentare euroscettico Thierry Baudet sulla possibilità che l’Olanda, che vanta un surplus di 100 miliardi di euro circa verso il sistema Target 2, riceva questi 100 miliardi proprio dall’Italia, in caso di uscita dall’euro dell’Italia stessa. Così Draghi:

“L’euro è irrevocavile. Questo è il trattato. Non farò congetture su qualcosa che non ha alcuna base. La nostra politica monetaria ha creato 4,5 milioni di posti di lavoro. Questa è la realtà, il resto è speculazione“.

E per concludete, tanto per metterlo in guardia contro il rischio di crisi finanziarie e di bolle speculative sugli asset, alla fine di quello che può essere definito un vero e proprio interrogatorio i parlamentari regalano al banchiere centrale un tulipano di plastica a energia solare, che ricorda chiaramente la bolla finanziaria che esplose in Olanda.

Il tulipano viene consegnato a Draghi dal parlamentare Pieter Duisenberg, figlio del primo governatore della Bce, Win Duisenberg e numero uno della Commissione di finanza, che afferma:

“Desideriamo che lei guardi questo tulipano ogni volta prima delle riunioni” della Bce.