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Draghi: l’inflazione preoccupa, pronti ad ampliare i canali di intervento. QE più vicino?

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Si fanno più probabili nuovi interventi da parte della Banca centrale europea, tra cui il tanto atteso quantitative easing (QE), nei prossimi mesi. Almeno stando quanto ha dichiarato Mario Draghi, il presidente della Bce, che in un discorso tenuto a Francoforte ha ribadito la disponibilità a nuove misure per contrastare la bassa inflazione nell’Eurozona. 
“Se la nostra politica non si dimostrasse abbastanza efficace per raggiungere questo obiettivo (riportare l’inflazione al 2%, ndr), o si materializzassero ulteriori rischi per le prospettive di inflazione – ha detto Draghi nel suo discorso all’European Banking Congress – intensificheremo la pressione e amplieremo ancora di più i canali attraverso i quali intervenire, modificando di conseguenza le dimensioni, il ritmo e la composizione dei nostri acquisti“. Parole che richiamano quelle pronunciate da Draghi a inizio settimana all’audizione al Parlamento europeo, in cui aveva esplicitamente menzionato la possibilità di acquistare titoli di Stato. Non solo. Nel suo intervento odierno Draghi ha citato il quantitative easing messo in atto dalla Fed e dalla Banca del Giappone. 
La possibilità di nuovi interventi diventa più concreta già nei prossimi mesi, vista la congiuntura dell’Eurozona. La situazione economica è sempre difficile ed è “improbabile una ripresa più forte nei prossimi mesi”, con i nuovi ordini in calo per la prima volta dal luglio 2013 e alla luce anche dell’indice Pmi della zona euro pubblicato ieri. Intanto la situazione dell’inflazione si fa sempre più difficile e occorre riportarla vicina al target del 2% il prima possibile. E’ con una certa urgenza che Draghi ha dichiarato: “E’ essenziale riportare l’inflazione al target senza ritardi”. L’indice dei prezzi al consumo nella zona euro ha segnato a ottobre un +0,40% su base annuale.  
Draghi in difesa dell’euro
La Bce è determinata anche a proteggere l’euro. “L’euro è irreversibile e la Bce farà tutto quel che serve, nell’ambito del suo mandato, per preservarlo”, ha detto ieri Draghi in un’audizione alla commissione affari economici del Parlamento europeo, rispondendo a una domanda del Movimento 5 Stelle. Parole che oggi sbiadiscono di fronte alla nuova vittoria degli indipendentisti inglesi di Nigel Farage. Il partito Ukip ha conquistato un secondo seggio nel Parlamento di Westminster, facendo tremare il primo ministro David Cameron in vista delle elezioni generali del prossimo anno nel Regno Unito.