Draghi: Europa non è in recessione, ma ripresa è a rischio. Servono investimenti e riforme

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Niente recessione e niente deflazione, ma lo scenario economico si mantiene molto difficile. Il presidente della Bce, Mario Draghi, esclude la possibilità di un ingresso in recessione per l’eurozona e anche lo spauracchio deflazione non è concreto. “Non vedo rischi di deflazione, ma di inflazione molto bassa per un lungo periodo”, ha detto oggi il numero uno dell’Eurotower nel corso di un’intervista concessa a radio Europe 1. 
Relativamente alla debolezza della congiuntura, Draghi ha sottolineato che la ripresa continua ad essere “modesta, debole e fragile”, ma non siamo davanti a una ricaduta recessiva. Una situazione delicata che comporterà il perdurare di una politica monetaria accomodante da parte della Bce per un lungo periodo di tempo. Sull’euro, Draghi si è limitato ad affermare che gli attuali livelli del cambio “riflettono le differenti traiettorie delle politiche monetarie”. 

Il vero nemico è la disoccupazione 
A rendere problematica la situazione del Vecchio continente, ha rimarcato Draghi, è la disoccupazione definita il “peggior nemico dell’Eurozona”. per contrastarla la ricetta proposta è di maggiori investimenti, privati ma anche pubblici. 
Riforme strutturali
Per rilanciare la crescita e sostenere le imprese non è sufficiente agevolare il credito alle imprese. Il governatore della Bce ha sottolineato che per aiutare i giovani imprenditori servono riforme strutturali, in particolare meno tasse e meno burocrazia. “Possiamo garantire tutto il credito possibile – ha detto Draghi a radio Europe 1 – ma se in alcuni Paesi un giovane imprenditore deve aspettare mesi prima di ottenere permessi e autorizzazioni per aprire un nuovo negozio” e dopo tale attesa deve far fronte a un “sovraccaricato di tasse”. 

Il 2 ottobre prossimo meeting Bce
Settimana prossima, il 2 ottobre, è in agenda a Napoli il prossimo meeting della Bce con il mercato che attende eventuali dettagli su possibili nuove misure straordinarie da parte della Bce dopo il nuovo taglio dei tassi deciso a inizio settembre. “Riteniamo che lo staff di esperti della BCE stia perfezionando un programma di Quantitative/Credit Easing massiccio in modo da ridare slancio all’Eurozona. Valutiamo che il piano (ultima arma ma anche la più potente dell’arsenale di Francoforte) sarà lanciato solamente nel 2015″, rimarca Filippo A. Diodovich, market strategist di IG. 

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