Draghi: euro forte perchè torna la fiducia. Su Mps Bankitalia agì bene

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La ripresa ci sarà solo a partire dalla seconda parte del 2013. Lo ha detto il governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi durante la conferenza stampa seguita all’annuncio dei tassiche l’Eurotower ha lasciato invariato allo 0,75%.
“La politica monetaria resterà accomodante“, ha affermato Draghi, che si è detto pronto a concedere la liquidità richiesta nel momento richiesto, anche se, come di consueto, non si è impegnato prima del manifestarsi di un’effettiva necessità. Le scelte della Bce saranno perciò a supporto della ripresa, che avverrà più avanti nel 2013. L’inflazione – calata al 2% dal 2,2% di dicembre – dovrebbe scendere sotto tale soglia nel corso dell’anno, dando spazio ad una politica accomodante.
Inoltre, le banche che hanno preso in prestito 489,2 miliardi di euro nella prima operazione LTRO ne hanno restituiti €140,6.
La situazione del credito resta però sempre difficile, e l’outlook sull’area euro resta al ribasso, anche a causa del rischio “geopolitico” che mina il ritorno della fiducia sui mercati.
Ad ogni modo, il fatto che ad oggi il 55% del debito sia emesso in Europa da Paesi non -core (contro il 10% scarso di un anno fa), testimonia secondo Draghi la riduzione della discrepanza tra Paesi periferici e non nell’area della moneta unica.
Il ritorno della fiducia sui mercati è testimoniato proprio dalla forza dell’euro – che durante il discorso è sceso abbondantemente sotto quota 1,35 el cambio contro il dollaro – che però, ha aggiunto il Governatore, deve anche riflettere i fondamentali dell’economia reale.  Al momento, secondo il numero uno dell’Eurotower, il cambio è in linea con la media di lungo periodo, ma verrà comunque tenuto sotto controllo. “Il tasso di cambio influisce sulla tenuta dei prezzi – ha precisato Draghi – ma comunque non è un obbiettivo politico della Bce“.
Inevitabile, durante la conferenza stampa, affrontare l’argomento Monte Paschi di Siena.
“Banca d’Italia ha riferito la cronologia della vicenda Monte Paschi da cui si vede è stato attuato tutto quanto dovuto”, si è giustificato Mario Draghi. “Anche il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato pubblicamente che Bankitalia ha fatto quanto dovuto in maniera adeguata al configurarsi del problema della banca, in modo coerente con i principi di una supervisione bancaria efficace. Per il resto – ha aggiunto – non bisogna dare troppo credito alle solite affermazioni che circolano sui media quando manca poco alle elezioni”.
Quanto alla lezione da trarre in termini di supervisione bancaria dal caso Montepaschi, a chi gli chiedeva se Bankitalia fosse l’autorità adeguata a sorvegliare l’operato della banca senese Draghi risponde: “Non credo che possano esserci legami tra la vicenda Monte Paschi e la necessità di supervisione bancaria in Europa, se non il fatto che sono stato presidente sia di Bankitalia che della Bce. Ma dico che è giusto che l’autorità di supervisione bancaria resti separata dalle singole banche. La creazione di un supervisore, che possa giudicare i top manager bancari in modo equo e allontanarli se non più idonei, implica un cambiamento a livello legislativo importante. La lezione di Monte Paschi mostra che se Bankitalia avesse avuto maggiori poteri ciò avrebbe aiutato, anche se, in caso di frode, non è detto che sarebbe comunque servito”.
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