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Draghi esclude exit strategy ma ai mercati non basta. Borse deboli in scia al flop dell’asta spagnola

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I tempi non sono ancora maturi per iniziare a parlare di una exit strategy, ossia di un graduale smantellamento delle misure straordinarie recentemente varate dalla Banca centrale europea. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, nella conferenza stampa che ha seguito la decisione con cui l’Eurotower ha mantenuto all’1% il livello dei tassi d’interesse nell’Eurozona. E’ stata una delle poche prese di posizione in una conferenza dalla quale non sono emerse vere novità rispetto a quanti i mercati finanziari già non si attendessero.
 
La (mancata) reazione delle Borse
Nelle parole di Draghi le Borse non hanno colto quei messaggi in grado di invertire la tendenza ribassista di giornata, acuita dal pessimo esito di un’asta di titoli di Stato spagnoli. Le vendite si concentrano soprattutto sulla cosiddetta Europa “core”, con il Dax tedesco che cede oltre 2 punti percentuali contro il -1,3% dell’italiano Ftse Mib e dell’Ibex spagnolo.

Le parole di Draghi
Con riferimento alle misure di straordinarie per fornire di liquidità il sistema bancario europeo, Draghi ha sottolineato che al momento non si hanno segnali di una dipendenza degli istituti di credito nei confronti della Bce. Il presidente dell’istituto centrale ha chiarito che resta necessario valutare l’impatto della seconda asta di liquidità Ltro sui mercati finanziari, pur rilevando che il tasso di crescita dei prestiti ai privati è rimasto sottotono. L’ex governatore di Bankitalia ha aggiunto che proprio grazie alle operazioni per fornire liquidità aggiuntiva, le banche che si dovessero trovare nella necessità di avere ulteriori capitali, dovrebbero cercare di raccoglierlo ora.

Il numero uno dell’Eurotower non ha risparmiato richiami anche alle nazioni più bisognose di interventi di riforma. Draghi ha sottolineato che le riforme strutturali e la disciplina fiscale restano essenziali per riguadagnare la fiducia dei mercati finanziari, puntualizzando che in alcuni casi a dover essere ridotta è la rigidità del mercato del lavoro.

Flop per l’asta di Madrid
La Spagna ha collocato questa mattina titoli di Stato per un ammontare complessivo di 2,59 miliardi di euro. L’importo massimo in emissione ammontava a 3,5 miliardi di euro. In salita i rendimenti per tutti i titoli collocati, che avevano scadenza 2015, 2016 e 2020. Il rapporto tra domanda e offerta (bid/cover ratio) è sceso per i titoli con scadenza 2015 e 2016 (per il titolo triennale si è dimezzato), mentre è salito a 2,96 da 1,99 per i titoli con scadenza ottobre 2020.

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