Draghi: crescita dell'Italia al palo da 15 anni, serve profonda azione riformatrice

Inviato da Titta Ferraro il Sab, 26/02/2011 - 14:58
L'economia italiana stenta ormai da 15 anni. Il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, ha sfruttato il consueto discorso annuale all'Assiom Forex per mettere in evidenza i numerosi punti dolenti del Belpaese indicando nuovamente la necessità di riforme strutturali. Il discorso di Draghi si è soffermato a lungo sulle prospettive dell'Italia, un Paese "che stenta a livello di crescita da ormai 15 anni". Il governatore di Bankitalia ritiene necessaria una profonda azione riformatrice ispirata al raggiungimento di una maggiore efficienza del sistema. "Nonostante i passi in avanti - rimarca il discorso tenuto oggi da Draghi alla sala Auditorium della Fiera di Verona - l'Italia si segnala ancora in tutte le classifiche internazionali per l'onerosità degli adempimenti burocratici,specie quelli addossati alle imprese".
"Possiamo guardare con ragionevole fiducia alla possibilità di un'azione di riforma - rimarca un altro passaggio del discorso di Draghi - . Si tratta di liberare lo spirito degli imprenditori e degli individui da molti vincoli. Si è già cominciato, ma azioni riformatrici più coraggiose migliorerebbero le aspettative delle imprese e delle famiglie e aggiungerebbero impulsi alla crescita". 

L'Italia cresce al ritmo dell'1% (+1,1% il pil nel 2010) e le stime di Bankitalia sono di una crescita ferma a tali livelli anche nel corso del biennio 2011-2012, circa mezzo punto percentuale in meno della media prevista per l'eurozona. Forti preoccupazioni desta la crisi libica con conseguente impennata dei prezzi petroliferi. Il numero uno di Palazzo Koch ha spiegato che un aumento del 20% delle quotazioni petrolio significa una minor crescita del prodotto di mezzo punto percentuale in tre anni.

Per quanto concerne il fardello rappresentato dal debito pubblico, con il rapporto tra debito pubblico e Pil vicino al 120%, Draghi sottolinea che "dovrebbe iniziare a flettere nel prossimo anno, quando il Governo intende riportare il disavanzo annuo sotto il 3% del Pil". Draghi ha auspicato che le maggiori entrate che si rendano disponibili grazie a recuperi di evasione saranno  usate per ridurre la pressione sui contribuenti che già pagano il dovuto.

Un nodo dolente dell'Italia rimane la disoccupazione giovanile a livelli record, vicina al 30%. "La recessione ha reso più difficile la situazione - sottolinea Draghi - con l'accentuarsi della dipendenza, già elevata, dalla ricchezza e dal reddito dei genitori". Mercato del lavoro italiano che appare ancora caratterizzato da una forte segmentazione e "vige il minimo di mobilità ad un estremo e il massimo di precarietà all'altro".

Draghi si è soffermato anche sul contesto internazionale e le crescenti tensioni sui prezzi. "L'emergere di tensioni inflazionistiche - sottolinea Draghi - richiede di valutare attentamente i tempi e le modalità di una normalizzazione delle condizioni monetarie, dei tassi di interesse". Parlando in generale dell'inflazione nell'area euro, salita a gennaio al 2,4% sopra il target di stabilità fissato dalla Bce al 2%, Draghi rimarca come l'inflazione di fondo rimane contenuta, in presenza di una dinamica dei costi interni moderata e di una ripresa ciclica che prosegue senza accelerazioni di rilievo. Le aspettative di inflazione di medio termine, continua Draghi, rimangono ancorate. Draghi è il principale candidato alla successione di Jean Claude Trichet alla guida della Bce, il cui mandato scade il prossimo autunno. "Draghi alla Bce? Personalità di altissimo livello, più che adeguata per il ruolo", ha dichiarato oggi l'amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni.

Il  17esimo congresso Assiom Forex si concluderà domani. L'evento è organizzato congiuntamente dall'Aiaf (Associazione italiana analisti finanziari) e Assiom Forex (The Financial Markets Association of Italy - Associazione degli Operatori Finanziari), la maggiore associazione di operatori dei mercati a livello internazionale (oltre 1.500 soci).
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