Draghi con le mani legate: al mercato non piace la Bce ostaggio della Germania

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Il mercato è andato a verificare le carte in mano alla Banca centrale europea, la cosiddetta put Draghi, e ha scoperto il bluff. Non è solo della Bce la colpa delle forti vendite che hanno interessato i mercati europei nelle ultime sedute ma sapere che il governatore dell’Istituto centrale ha le mani legate dalla Germania è un bel passo indietro rispetto alla famosa promessa di essere pronti a fare qualsiasi cosa si renda necessaria.

Uno stallo forzato che coinvolge attualmente anche le relazioni tra Germania da una parte, Francia e Italia dall’altra e che, secondo Michael Hewson, chief market analyst di CMC Markets, non si risolverà nel breve termine. “Ovviamente la Grecia è una preoccupazione per molti investitori – spiega lo strategist – con l’incertezza creata dalla volontà di uscire anticipatamente dalla tutela della troika che sta innervosendo un po’ tutti e ha spinto al rialzo il rendimento dei titoli di Stato del Paese. Anche i bond di Italia e Spagna sono finiti sotto pressione. Se devo essere sincero i livelli a cui quotavano questi asset erano irrealistici, troppo bassi e credo che ora riflettano la condizione di questi Paesi semplicemente perché c’è tanta incertezza sugli ulteriori passi che la Bce potrebbe intraprendere per far ripartire l’Eurozona”.

In altri termini stiamo vedendo una fotografia dei tre Paesi senza la coperta della put Draghi. La Bce potrebbe essere spinta a intervenire in maniera straordinaria da questa nuova tempesta? “Se la Banca centrale europea fosse libera di agire – spiega Hewson – lo avrebbe già fatto ma sfortunatamente le mani del governatore Draghi sono legate dalle posizioni della Germania”. Non è solo la Germania a essere rigida: “Matteo Renzi ha avviato alcune riforme ma è veramente difficile capire se potranno accontentare la Germania mentre la Francia a mostrato di non essere disposta a compromessi sul suo budget. Anche qui le posizioni rimangono distanti e il problema non mi sembra facilmente risolvibile nel breve termine”.

Un ulteriore elemento di incertezza sui mercati è l’attesa per i risultati dell’Asset quality review. Non a caso il comparto bancario è stato uno dei più venduti e c’è chi ha visto in questo una possibilità di acquisto. Fortemente sconsigliata da Hewson: “Acquistare banche ora significherebbe prendersi un rischio molto alto. Finché non avremo i risultati dell’Aqr e non capiremo quali passi dovranno fare le banche bocciate per raccogliere nuovi capitali e ristrutturarsi eviterei di avvicinarmi al settore”.