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Draghi chiamato a convincere su potenza di fuoco della Bce, appuntamento a settembre per nuove misure

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Nuovo Bce-day con Mario Draghi alla prima uscita dopo la Brexit. Il numero uno dell’Eurotower oggi è chiamato a convincere il mercato che la Bce ha ancora in serbo ulteriori misure di stimolo monetario da mettere in campo da settembre in avanti. Il meeting di oggi non dovrebbe quindi fornire alcuna sorpresa con l’istituto centrale europeo che manterrà con ogni probabilità inalterato il livello dei tassi a zero e l’entità del piano di quantitative easing (80 miliardi di euro mensili) rinviando a settembre ogni decisione di ulteriore allentamento monetario. Da monitorare possibili novità circa le regole del piano di acquisti per ridurre l’effetto scarsità sui titoli di Stato acquistabili. 
Verso estensione QE
Il meeting dell’8 settembre potrebbe essere l’occasione giusta per estendere la durata del piano di quantitative easing rispetto all’attuale scadenza di marzo 2017. Secondo Barclays la Brexit eserciterà una notevole pressione al ribasso rendendo necessarie ulteriori azioni politiche da parte della BCE, possibilmente entro settembre. La casa d’affari britannica vede l’allungamento del QE di sei o nove mesi abbinato alla ricalibrazione di alcuni parametri del QE.
“L’obiettivo principale della BCE in questo appuntamento sarà quello di convincere i mercati finanziari di essere in grado adottare le misure necessarie, se fossero richieste”, rimarca Franck Dixmier, Global Head of Fixed Income di Allianz Global Investors. “Se da un lato il target dell’Euro zona di un livello di inflazione nel medio termine del 2% sarà più difficile da raggiungere in questo contesto – sottolinea Dixmier – è tuttavia troppo presto per eventuali modificazioni di questo target di riferimento della politica monetaria per sprecare energie nel cercare di rettificare questo dato”.
Mario Draghi oggi sarà chiamato a rassicurare gli investitori circa la capacità della BCE di fare di più. Secondo Franck Dixmier il prossimo più probabile passo da parte della BCE è rappresentato da una estensione della scadenza del Quantitative Easing (QE) o alcuni cambiamenti nelle regole interne applicate dalla BCE per l’attuazione del programma di acquisto.

Possibili domande su solvibilità banche italiane
Draghi potrebbe inoltre essere chiamato a rispondere circa la solvibilità delle banche italiane, che rappresentano una minaccia per l’efficiente trasmissione della politica monetaria. Appare comunque difficile che Draghi si sbottoni su tale argomento proprio pochi giorni prima dell’annuncio dell’esito degli stress test (29 luglio).

 
La Bce deve fare i conti con le possibili ricadute della Brexit sulla crescita economica dell’area euro, oltre alla persistente debolezza dell’inflazione, tornata in positivo a giugno (+0,1%) ma ben lontana dall’obiettivo del 2%. “I dati economici sono deboli e ciò introduce alcuni rischi al ribasso verso una crescita del PIL modesta per il secondo trimestre, pari allo 0,4%”, ammonisce Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM, che prevede per quest’anno la crescita del PIL dell’eurozona solo all’1,25%.