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Draghi (Bce): tassi a questi livelli o ancora più bassi per un lungo periodo di tempo

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La decisione odierna della Banca centrale europea (Bce) di tagliare i tassi di interesse al nuovo minimo storico dello 0,25% ha sorpreso i mercati ma “è in linea con la forward guidance fornita a luglio”. Lo ha precisato il presidente dell’Eurotower, Mario Draghi, durante la conferenza stampa, che si è tenuta a Francoforte subito dopo la riunione del comitato direttivo. Nel suo intervento Draghi ha confermato anche che il costo del denaro rimarrà ai livelli attuali o anche più bassi per un periodo esteso di tempo. 
Ma non solo. La Bce varerà Ltro (operazioni di rifinanziamento) a tre mesi fino al secondo trimestre 2015, secondo quanto affermato da Draghi, che ha precisato anche di essere pronto a intervenire all’occorrenza con tutti gli strumenti a disposizione. L’istituto centrale continuerà a monitorare con attenzione le indicazioni macro e in attesa delle nuove stime sull’Eurozona, che verranno aggiornate alla prossima riunione di dicembre, Draghi ha ribadito le previsioni di una crescita moderata nella seconda parte dell’anno con rischi al ribasso. 
Per quanto riguarda l’inflazione, questa rimarrà bassa per un lungo periodo di tempo per poi stabilizzarsi a un livello inferiore ma prossimo al target del 2%. “Potremo sperimentare – ha dichiarato Draghi – un periodo prolungato di bassa inflazione, ma le aspettative continuano a essere fermamente ancorate, in linea con i nostri obiettivi”, ossia inferiori ma prossimi al 2%. “Non vediamo una deflazione”, ha comunque assicurato il numero uno della Bce. 
Proprio per sgonfiare i timori di deflazione, scatenati dopo la lettura dell’inflazione di ottobre, scesa sui minimi da novembre 2009 (allo 0,7%), sarebbe stata presa la decisione di abbassare il costo del denaro. Una decisione che, sebbene unanime per quanto riguarda il come, ha diviso i membri del direttivo sulla tempistica: “C’è stato un consenso unanime su come agire – ha illustrato Draghi – ma qualche controversia su quando agire”. 
La decisione odierna della Bce prevede il taglio di 25 punti base del tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali e di quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale, mentre il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale è rimasto invariato allo 0%. Una doppia direzione che, secondo quanto spiegato da Draghi, vuole “preservare gli stimoli alle banche, affinché trovino la giusta direzione nella gestione del loro capitale”.