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Draghi: Bce pronta a fare la sua parte. Non verranno chiesti altri soldi alle banche

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Una crescita che prosegue a ritmo moderato per l’Eurozona in un contesto di aumentati rischi globali, economici, finanziari e geopolitici. È il quadro tracciato dal governatore della Bce Mario Draghi in audizione alla Commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo. 
Il governatore della Banca centrale europea (Bce) Mario Draghi ha iniziato la sua audizione alla Commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo dal tema più doloroso di questo inizio 2016. La turbolenza sui mercati finanziari che ha colpito in particolare l’Eurozona e il suo settore bancario. “Le prime settimane dell’anno – ha detto Draghi – hanno mostrato che l’area euro e l’Unione europea affrontano sfide significative. Per superare queste sfide è necessario uno sforzo importante da parte di tutti i rappresentanti politici”. In questo ambito e per rafforzare l’Eurozona “la Bce è pronta a fare la sua parte. Come annunciato alla fine della riunione di gennaio, il Consiglio direttivo rivedrà e riconsidererà la posizione di politica monetaria a marzo”. 
Due le condizioni necessarie a dare il via libera per nuove azioni: “l’impatto delle turbolenze nei mercati finanziari sulla trasmissione delle politiche della Banca centrale all’economia reale e il trasferimento delle pressioni esogene al ribasso sull’inflazione ai salari e ai prezzi domestici. Se entrambi questi fattori – ha specificato Draghi – comporteranno un rischio al ribasso sulla stabilità dei tassi non esiteremo ad agire”. 
Nonostante le incertezze esogene relative all’economia globale e che trovano, secondo Draghi, il punto focale nei Paesi emergenti, il governatore della Bce sottolinea il “proseguimento della crescita dell’Eurozona a ritmo moderato“. Il sostegno a questa crescita arriva dalle misure di politica monetaria della Bce e dal basso prezzo delle materie prime. Rimangono tuttavia deboli gli investimenti “a causa dei rischi globali economici e geopolitici. 
Sul settore bancario, pesantemente colpito dalla speculazione nelle prime settimane dell’anno, Draghi ha usato parole rassicuranti: “La quotazione della maggior parte delle banche europee quotate è ben al di sotto del valore di libro. La caduta è stata amplificata dalla percezione che gli istituti bancari debbano fare altri passi per adattare il loro modello di business allo scenario di bassi tassi di interesse e bassa crescita. In ogni caso – ha detto il governatore – la revisione dei regolamenti compiuta a partire dall’inizio della crisi ha messo le fondamenta per un durevole aumento della capacità di ripresa non solo dei singoli istituti ma del sistema nel suo complesso”. Secondo il governatore, quindi, non sono previste ulteriori richieste di integrazione del capitale per gli istituti bancari.