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Draghi accelera su QE ricacciando l’euro verso i minimi dal 2012

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Nuova entrata in tackle di Mario draghi che accelera sul fronte quantitative easing. Il numero uno della Bce questa mattina ha fatto intendere che nuovi interventi sono più probabili, tra cui l’atteso quantitative easing (QE), per arginare il rischio deflazione. parole che hanno provocato una brusca discesa dell’euro sul forex con cambio euro/dollaro scivolato fino a un minimo a 1,2424, non lontano dai minimi a oltre 2 anni toccati la scorsa settimana. “Se la nostra politica non si dimostrasse abbastanza efficace per raggiungere questo obiettivo (riportare l’inflazione al 2%, ndr), o si materializzassero ulteriori rischi per le prospettive di inflazione – ha detto Draghi nel suo discorso all’European Banking Congress tenuto questa mattina a Francoforte – intensificheremo la pressione e amplieremo ancora di più i canali attraverso i quali intervenire, modificando di conseguenza le dimensioni, il ritmo e la composizione dei nostri acquisti”. Nel suo intervento odierno Draghi ha citato il quantitative easing messo in atto dalla Fed e dalla Bank of Japan.  

“La vera svolta è arrivata dal riconoscimento da parte della BCE che le condizioni dell’economia richiedono risposte rapide, commenta oggi Vincenzo Longo, market strategist di IG rimarcando come le parole Draghi arrivino giusto all’indomani dei dei deboli PMI manifatturieri della zona euro che hanno mostrato come il ritmo di deterioramento dell’economia sia più veloce delle attese. “A questo punto – prosegue Longo – i dati macro che arriveranno la prossima settimana (indice IFO, inflazione preliminare di novembre in Germania e della zona euro) potrebbero solo rendere certo un evento (l’annuncio di un QE della Bce a dicembre) che in questo momento è molto probabile”.

SNB pronta a nuove misure per difendere il cap

Un’altra banca centrale pronta a intervenire è la Swiss National Bank alle prese con la difficile difesa del cap (livello minimo tollerato) di 1,20 fissato per il cambio tra euro e franco svizzero. “Non esiteremo ad adottare misure supplementari per difendere il cap”, ha rimarcato Fritz Zurbrugg, uno dei tre membri della direzione generale della Swiss National Bank (SNB). “La Snb continuerà ad applicare il tasso di cambio minimo con la massima determinazione – ha aggiunto Zurbruegg in un discorso tenuto ieri a Ginevra –  e a tal fine, si è disposti ad acquistare valuta estera in quantità illimitata e ad adottare ulteriori misure immediatamente, se necessario”. 

Nella prima parte della settimana il franco svizzero aveva toccato i massimi a 26 mesi rispetto all’euro con cross eur/chf a ridosso del cap a 1,2009. Oggi le attese per un’azione decisa della SNB hanno risollevato l’eur/chf in area 1,2023.