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Il Dow supera i 13 mila punti e suona le campane a festa

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Mentre l’earning season continua a tenere banco a Wall street,  il Dow Jones Industrial Average nei primi minuti di contrattazioni brucia tutti sul tempo, infrangendo la soglia dei 13 mila punti  e toccando, per la prima volta nella sua storia,  nuovi massimi. Una corsa inarrestabile, quella dell’indice che comprende le 30 maggiori società a stelle e strisce che ha messo a segno il nuovo record grazie alle brillanti trimestrali e  in scia al dato macroeconomico, superiore alle attese, relativo agli ordini di beni durevoli Usa che nel mese di marzo sono saliti del 3,4% rispetto al +2,5% stimato dal consensus.


Il valzer delle trimestrali non si arresta, dunque. E dopo gli ottimi risultati diffusi, a mercato chiuso, da Amazon.com, premiata dal raddoppio degli utili, e nell’attesa che Apple comunichi al mercato e alla comunità finanziaria l’andamento dei primi tre mesi del 2007, oggi è stata la volta, tra gli altri, di Boeing.

 

Il numero uno al mondo dell’aeronautica civile ha archiviato il primo quarter dell’anno in corso con risultati in crescita, grazie soprattutto alle consegne di aerei commerciali e alla riduzione dei costi di ricerca e sviluppo. Il colosso di Chicago ha riportato un utile in crescita del 27%, salito a 877 milioni di dollari (ovvero 1,13 dollari per azione) rispetto ai precedenti 692 milioni di un anno prima.
Crescita più contenuta, invece, sul fronte dei ricavi che sono saliti dell’8%, a 15,4 miliardi di dollari dai precedenti 14,27 miliardi messi a segno nello stesso periodo dell’anno precedente. Il margine operativo è salito dal 6,7 all’8,5%.
È cresciuto anche il portafoglio ordini (backlog) che ha toccato la quota record di 262 milioni, un incremento del 23% che ha contraddistinto gli ultimi 12 mesi in scia sia ai continui ordini di aerei commerciali sia agli ordinativi aggiuntivi per il ramo della difesa.

Per quanto riguarda le prospettive future, Boeing ha comunicato di attendersi un fatturato 2007 compreso fra 64,5 e 65 miliardi di dollari e un utile per azione compreso fra 4,55 e 4,75 dollari.
“Questi risultati sono in linea con le nostre aspettative per il primo trimestre del 2007 – commenta a caldo il presidente e amministratore delegato del gruppo, Jim McNerney – e rappresenta una crescita e un progresso nell’ottica degli obiettivi che ci siamo posti per l’anno in corso”.


Ma le notizie positive per il big dell’aeronautica non finiscono qui. Virgin Atlantic ha ordinato 15 Boeing 787-9 Dreamliner, effettuando la maggiore commessa mai fatta da una compagnia europea per il 787. Il valore di listino è stimato a circa 2,8 miliardi di dollari. Lo ha comunicato in una nota la stessa Boeing aggiungendo che questo ordine fa parte di  un’intesa di collaborazione su alcune tematiche ambientali che riguarderanno sperimentazioni congiunte sui biocarburanti.