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Il Dow e lo S&P mettono a segno il miglior trimestre dal 1998

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Dopo qualche incertezza iniziale, le borse Usa recuperano terreno chiudendo la seduta sopra la parità. Per il Dow e lo S&P è stato il miglior trimestre degli ultimi 14 anni (+8,14 e +12%). Il primo ha terminato in rialzo di mezzo punto percentuale portandosi a 13.212,04 punti mentre lo S&P ha messo a segno un +0,37% a 1.408,47. È andata ancora meglio al Nasdaq, -0,12% a 3.091,57, che su base trimestrale ha registrato la miglior performance dal 1991 (+18.67%). Il saldo settimanale registra rispettivamente un +1, un +0,81 ed un +0,77 per cento. Particolarmente ricca l’agenda macroeconomica. Sotto le attese l’indice di fiducia Pmi, sceso a marzo da 64 a 62,2 punti, ed il dato relativo i redditi personali, saliti dello 0,2% a febbraio (consenso +0,4%). Crescono invece le spese, che a febbraio hanno evidenziato un +0,8%, e la fiducia dei consumatori misurata dall’Università del Michigan, che a marzo, in versione definitiva, si è portata a 76,2 punti. In linea con le stime l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali in versione “core”, depurato cioè delle componenti straordinarie, salito dello 0,1% mensile.

Tra le storie del giorno rally per Research In Motion (+7,06%) che nonostante i conti trimestrali sotto le attese ha capitalizzato l’accelerazione impressa dal management al processo di ristrutturazione dell’azienda canadese, che, stretta nella morsa di Apple-Google (-1,69% e -1,11%), ha annunciato che tornerà a focalizzarsi sul comparto enterprise. La casa di Cupertino ha reso noto di aver siglato un accordo con il suo principale fornitore, la Foxconn, per il miglioramento delle condizioni di lavoro degli operai cinesi. Google invece, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, sarebbe in procinto di lanciare un negozio online dedicato alla vendita dei tablet Android. Tra le altre società che hanno presentato i numeri del trimestre, crollo verticale per Finish Line (-16,26%) che nonostante i risultati sostanzialmente positivi è stata penalizzata dalle stime sull’andamento dell’utile per azione nel trimestre in corso, atteso in calo di circa il 30%.