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Dove investire: il 2014 sarà ancora un anno all’insegna delle azioni

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Di seguito pubblichiamo il report mensile di dicembre 2013 di Anima Sgr. Nella sua analisi il gruppo di gestione del risparmio si proietta al 2014. A detta degli esperti della società, il nuovo anno proseguirà con un andamento positivo per i mercati equity. A sostenere questa visione la decisione della Federal Reserve americana di dare avvio a un modesto tapering.

“Tapering” non significa “tightening”. Dopo un ampio dibattito fra economisti e comunità finanziaria, sulla tempistica e le modalità con cui avrebbe agito, il tanto atteso verdetto della Federal Reserve, per l’ultima volta sotto la guida di Ben Bernanke, è arrivato ed è stato al momento più indolore del previsto.

Da gennaio partirà il “tapering”, con una riduzione di 10 miliardi delle operazioni di acquisto di titoli del Tesoro e immobiliari sul mercato, in quanto l’economia a stelle e strisce sta correndo oltre le aspettative (nel IV Trimestre a un ritmo del 3,6%), l’occupazione risulta in aumento, con oltre 2 milioni di nuovi salariati nel 2013 e l’inflazione sotto controllo.

In pratica, la Fed acquisterà 75 miliardi di bond, anziché 85 al mese; la riduzione, definita dalla Fed “modesta”  (ha parlato di “soft” tapering), riguarda sia i titoli di Stato (5 miliardi di Treasury) che quelli agganciati ai mutui (5 miliardi di bond ipotecari).

Contrariamente a quanto ci si poteva attendere, nonostante la notizia relativa a un taglio della liquidità, le Borse, a livello globale, nell’immediato hanno risposto salendo, a partire da Wall Street, ma così anche i listini europei e la Borsa di Tokyo.

Questo si è verificato per diverse ragioni. In primo luogo, perché la Fed ha dichiarato che i tassi di interesse a breve resteranno eccezionalmente bassi per lungo tempo, sui livelli attuali vicini allo zero (tra 0 e 0,25%), fino a quando il tasso di disoccupazione non scenderà al di sotto del 6,5%.

Pertanto, sarà determinante tenere sotto controllo l’impatto di questa scelta e delle decisioni che seguiranno durante i prossimi meeting sui tassi a lunga, che in questi anni hanno supportato da un lato il mercato immobiliare e dall’altro gli acquisti di beni di investimento.

In secondo luogo, va tenuto presente che la Fed, invece di intervenire con un significativo allentamento del ritmo dei suoi incentivi, ha optato per un “soft” tapering; inoltre, ha fatto emergere che nel caso la situazione economica americana dovesse fare un passo indietro, la decisione verrebbe rimessa in discussione.

Infine, pur chiudendosi un ciclo storico della Fed – dal momento che Bernanke era stato il regista delle operazioni di Quantitative Easing e perciò ha voluto coordinarne anche la chiusura – non va dimenticato che la futura governatrice Janet Yellen, che subentrerà ufficialmente da gennaio, condivide da sempre la politica di Bernanke e quindi la continuità è stato un altro aspetto apprezzato dai mercati.

In conclusione, pertanto, gli investitori hanno la consapevolezza che nonostante la decisione avranno ancora a disposizione buona parte del 2014 senza che i “rubinetti” di liquidità vengano chiusi. La Federal Reserve, inoltre, ha alzato le stime sulla crescita e ha rivisto anche le previsioni sulla disoccupazione, che dovrebbe essere più in discesa di quanto precedentemente anticipato: per la chiusura del 2013, la Banca Centrale americana attende ora una crescita del prodotto interno lordo tra il 2,2 e il 2,3%, e non compresa tra il 2 e il 2,3% così come aveva indicato nel mese di settembre.