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Doppio scandalo alla City: travolte Barclays e la Bank of England

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Doppio scandalo nella City del Regno Unito, targato Barclays e Bak of England. Da un lato, nelle prime ore della mattinata, arriva la notizia relativa all’inchiesta sul numero uno del colosso britannico, l’amministratore delegato Jes Staley, per la caccia che avrebbe dato lo scorso anno a un whistleblower, una talpa, all’interno dello staff. Con lui finisce in realtà sotto inchiesta la stessa banca, in particolare per presunte violazioni delle norme che attengono alle responsabilità e ai controlli sul whistleblowing. Barclays agisce tagliando subito lo stipendio al suo Ceo. 

Dall’altro lato, alcune intercettazioni a cui BBC è riuscita ad avere accesso, risalenti al 2008, dimostrerebbero che la Bank of England avrebbe fatto sistematicamente pressioni sulle banche commerciali, affinché tenessero bassi i tassi Libor, nel periodo della crisi finanziaria. Secondo le registrazioni Mark Dearlove, manager senior di Barclays, avrebbe in particolare istruito Peter Johnson, di abbassare i tassi. 

“Il punto è questo..sicuramente è una cosa che odierai…ma abbiamo ricevuto pressioni molto forti dal governo del Regno Unito e dalla Bank of England per abbassare i nostri tassi Libor”.

Tornando allo scandalo Barclays, così ha dichiarato il numero uno, Jes Staley:

“Accetterò qualunque sanzione venga ritenuta appropriata.  Collaborerò pienamente con la Financial Conduct Authority e la Prudential Regulatory Authority, che stanno entrambe esaminando il caso”. La FCA è all’opera per cercare di capire i motivi che avrebbero indotto il funzionario a violare il programma di denunce, nel suo tentativo di scoprire l’autore di una lettera contro l’istituto.  Stando a quanto riporta la BBC, Barclays ridurrà la paga di Staley fino a 1,3 milioni di sterline, oppure azzererà del tutto il suo bonus annuale.

Tutto inizia nel 2016, quando i membri del consiglio di amministrazione di Barclays e un funzionario senior ricevono in via separata due lettere anonime, che sollevano dubbi su un dipendente senior, che è stato assunto dalla banca all’inizio dell’anno. Le lettere sollevano dubbi di carattere personale sul dipendente, e il ruolo che Staley ha avuto nel gestire questioni simili con un dipendente precedente. Le missive alimentano anche perplessità sul modo in cui Barclays ha proceduto all’assunzione del dipendente. A quel punto l’AD chiede al team responsabile di indagini interne all’istituto di cercare di identificare gli autori delle lettere che, a suo avviso, starebbero cercando di attaccare ingiustamente il dipendente in questione.

Nel luglio del 2016 Staley chiede ancora al team di identificare l’autore delle lettere, nella convinzione, che lui definisce “onesta, ma errata”, di avere l’autorità di agire in questo modo. Ma il team non riesce a individuare il presunto respomsabile, e le indagini interne si fermano. All’inizio del 2017, Barclays viene a conoscenza dell’atteggiamento del ceo e incarica una società legale di condurre una indagine, informando al contempo le autorità di regolamentazione. Nell’aprile del 2017, il cda annuncia che rimproverà in modo formale Staley, attraverso un aggiustamento “significativo” che colpirà la sua paga, ma aggiunge di riporre piena fiducia in lui. Il cda afferma anche che le autorità di regolamentazione stanno indagando sulla banca e su Stanley riguardo alla questione.

Ma dove è stato l’errore di Stanley? La BBC spiega come, per le autorità di regolamentazione, le talpe siano alla fine molto utili nella lotta contro le operazioni illecite e/o contro la corruzione. Ma il whistleblowing funziona soltanto se le talpe rimangono anonime.