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Dopo Londra anche Parigi vara la seconda tranche di aiuti alle banche, Roma in stand-by

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Il governo francese ha annunciato ieri sera la seconda tranche di aiuti al settore bancario nazionale. Parigi inietterà altri 10,5 miliardi di euro nel sistema, una cifra analoga a quella già stanziata in dicembre, per rafforzare i coefficienti patrimoniali degli istituti. Il piano prevede la rinuncia ai bonus da parte dei top manager degli istituti. I nuovi fondi, secondo quanto reso noto dall’Eliseo, saranno disponibili in tempi brevi.


L’annuncio del premier Sarkozy arriva a solo un giorno di distanza dalla presentazione del secondo piano a sostegno delle banche in tre mesi e nell’imminenza di un intervento da parte della nuova amministrazione americana di Barack Obama. Il 44° presidente degli Stati Uniti avrà a disposizione la metà dei 700 miliardi di dollari del piano Tarp, ma secondo indiscrezioni gli Usa starebbero studiando la creazione di una banca pubblica in cui far confluire le attività tossiche presenti nei bilanci delle banche del Paese. Resta invece in stand-by l’intervento italiano, affidato all’emissione dei cosiddetti Tremonti-bond, le nuove obbligazioni subordinate emesse dalle banche e sottoscrivibili dal Tesoro dalle quali si stima un potenziale di ripatrimonializzazione delle banche fino a 20 miliardi di euro. Resta al momento il nodo del costo, ossia del rendimento che le banche dovrebbero assicurare a tali strumenti.

Il piano presentato da Parigi ha ricevuto accoglienza positiva da parte di Société Gènérale, che questa mattina ha annunciato di attendersi per l’esercizio 2008 un utile netto di circa 2 miliardi di euro e per gli ultimi tre mesi dell’anno un risultato in pareggio. Lo si è appreso da un update emesso dall’istituto francese in vista dei risultati definitivi che verranno resi noti il 18 febbraio. SocGen, che ha citato la solidità delle sue attività bancarie retail, prevede di registrare per fine dicembre 2008 un coefficiente Tier One dell’8,5% al netto della seconda tranche di interventi governativi, con i quali il ratio si avvicinerebbe al 9 per cento.