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Domani è il gran giorno di Juncker, i sorvegliati speciali a Piazza Affari

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La ripresa del Vecchio continente passa anche dal nuovo piano che il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, presenterà domani mattina al Parlamento di Strasburgo. Un piano da oltre 300 miliardi che dovrebbe dare il la a un effetto domino capace di allontanare lo spettro della “stagnazione secolare”.

La prima novità che salta all’occhio è lo sganciamento dei fondi necessari a finanziare il piano elaborato dall’ex premier lussemburghese, nell’occhio del ciclone per gli aiuti che il Granducato negli anni ha concesso a numerose multinazionali, dal computo del deficit. Si tratta di un punto particolarmente caro a Francia e Italia, che ha inserito questo provvedimento tra le priorità del suo semestre di presidenza dell’Unione.

Le risorse per rilanciare le anemiche economie europee dovrebbero arrivare da un fondo europeo ad hoc (che potrebbe vedersi attribuito l’acronimo di Efsi, European fund for strategic investment) con una dotazione di 21 miliardi di euro che grazie a un effetto moltiplicatore di 15 volte dovrebbe portare il controvalore complessivo dell’intervento a superare la soglia dei 300 miliardi.

Ovviamente il funzionamento effettivo del moltiplicatore rappresenta il punto più controverso: gli ingegneri finanziari della Commissione ritengono che allo stato attuale il coinvolgimento dei privati riuscirà a portare l’intervento complessivo in quota 315 miliardi, tra gli operatori (alla luce dei magri risultati del piano da 120 miliardi del 2012) a prevalere è lo scetticismo. L’unica parte che andrà a bilancio Ue è rappresentata dai margini, dai 5 miliardi di euro che saranno utilizzati a garanzia in caso di “necessità impreviste ed emergenze”.

A Piazza Affari? Focus sul comparto delle costruzioni e tlc
La presentazione del piano sposterà l’attenzione degli operatori su quei titoli che risentiranno direttamente delle indicazioni in arrivo da Strasburgo. Sotto osservazione ci sono ovviamente i titoli del comparto delle costruzioni come Buzzi Unicem, Italcementi, Salini Impregilo e Prysmian. Attenzione anche a Terna visto che anche quello delle reti energetiche dovrebbe essere un settore a beneficiare direttamente degli interventi.

Focus anche sui titoli legati alle tlc che dopo anni di crisi all’insegna della compressione dei margini potrebbero capitalizzare gli investimenti nel campo della banda larga. Ovviamente i nuovi flussi di denaro passeranno per il comparto bancario che dovrebbe veder crescere fatturato e margine di interesse.