Domanda interna, il key factor dell’economia nipponica (Fondionline.it) -2

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Le prime indicazioni sull’andamento dei consumi domestici non sono molto incoraggianti. La disoccupazione si attesta ad un confortante 4%, ma a frenare i consumi ci pensa la stagnazione dei salari ( a gennaio è stata rilevata una riduzione dell’1,1% del salario pro- capite rispetto allo stesso mese del 2006). La globalizzazione e i cambiamenti tecnologici hanno influenzato il trend dei salari. Ma ci sono anche altre spiegazioni che vale la pena di ricordare. Il lavoro si sta gradualmente spostando dal settore manifatturiero ai servizi a bassa retribuzione. E i giovani lavoratori, stretti nella morsa dei baby boomers prossimi alla pensione, non hanno forza contrattuale.
Tuttavia, un ulteriore calo del tasso di disoccupazione dovrebbe innescare un’accelerazione della crescita dei salari. Secondo gli analisti di Goldman Sachs il livello di disoccupazione necessario ad innescare una risalita dei salari sarebbe compreso nel range 2,5%-3,5% (un livello considerato raggiungibile entro la fine del 2007). L’incremento del numero complessivo di lavoratori dovrebbe arrivare dal reinserimento di molte persone che avevano rinunciato a cercare lavoro a causa della crisi economica, e che ora sono disposte a rimettersi in marcia sulla scia dei miglioramenti economici degli ultimi anni. Ma c’è di più: per la prima volta dal 2005 le società stanno assumendo più lavoratori con contratto a tempo indeterminato rispetto a quelli a tempo determinato. E i permanent workers vengono pagati meglio dei loro colleghi a tempo.(segue)

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