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Domanda di bond è destinata a favorire l’aussie (analisti)

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Aussie in parità entro fine anno. È questa la stima elaborata da un team di analisti di Morgan Stanley capitanato da Geoffrey Kendrick. Secondo il report pubblicato oggi, nel corso del 2014 l’incrocio tra il dollaro australiano e il biglietto verde, attualmente a 93,48 centesimi usd, potrebbe portarsi in parità.

“Il maggior driver della nostra view rialzista -si legge nel report- è rappresentato dalla domanda globale per titoli ad alto rendimento ‘AAA’ che si tradurrà in un ulteriore afflusso di fondi in Australia”. “E con emissioni lorde di circa 5,5 miliardi di dollari australiani mensili, c’è un sacco di debito ‘fresco’ a disposizione degli investitori globali”.

“Nonostante ulteriori contrazioni delle ragioni di scambio”, Kendrick stima che quello della parità sia un obiettivo raggiungibile dall’aussie anche grazie “all’incremento dei volumi delle esportazioni”.

L’anno prossimo il rafforzamento del dollaro australiano potrebbe essere ostacolato da un intervento della Reserve bank of Australia. Escluso un nuovo taglio del costo del denaro, attualmente fissato al 2,5%, “nuove misure di allentamento” sono destinate a “far arretrare il dollaro australiano”.

La view rialzista di Morgan Stanley trova conferma nei dati relativi i contratti rialzisti detenuti da speculatori e hedge fund. Nella settimana al 3 giugno i numeri diffusi dalla Commodity futures trading commission hanno evidenziato che le posizioni nette lunghe, la differenza tra contratti rialzisti e ribassisti, sull’aud/usd sono salite di 5,7 a 21,5 mila contratti, il livello maggiore dall’aprile del 2013.

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