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Dollaro/yen, tra mancato rialzo Fed e scetticismo su espansione Qe BoJ

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La delusione dai dati sul mercato del lavoro statunitense e le ipotesi sull’espansione del Quantitative easing della Banca del Giappone hanno aperto opportunità di trading sul cambio tra dollaro e yen. 

Sui mercati finanziari sembra tornata la propensione al rischio. Da venerdì scorso il rialzo messo a segno dalle Borse è indicativo dell’effetto della delusione arrivata dal check-up sul mercato del lavoro americano. Si attendeva la creazione di oltre 200.000 buste paga, ne sono state attivate solo 142.000. Traduzione in linguaggio di mercato: il rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (Fed) potrebbe slittare ancora

Come mai questo convincimento, insieme al pessimo dato sul mercato del lavoro ha portato a un rally dell’azionario e a premere il tasto del risk-on su quello valutario? Se lo è chiesto Marcò Bò di AlternativeFinance.ch. “Il no-hike (mancato rialzo) – spiega Marco Bò – ritarda lo spostamento di flussi dal mercato azionario a quello obbligazionario e, di fatto, ha allontanato la paura di ritrovarci a vivere un ottobre rosso in stile 2008. Penso che questo rimbalzo del mercato azionario sia da utilizzare per alleggerire le posizioni long e mettersi a favore di un mercato orso appena iniziato”. 

La ritrovata propensione al rischio come si traduce sul mercato valutario?

Sul lato Forex Marco Bò evidenzia la grande reazione di dollaro-yen “che da 118,70 di venerdì troviamo oggi due figure più in alto. L’attenzione maggiore va posta sulle mosse che adotterà la Bank of Japan (BoJ) nel mese di ottobre: il mercato sta iniziando a scontare delle azioni di politica monetaria espansiva e quindi un aumento della base mensile del Qe“. Aumento che, secondo Bò, è tutt’altro che certo: “Sono scettico per due motivi – spiega a Borse.it – il primo riguarda l’ultimo intervento fatto dalla BoJ il 31 ottobre 2014. Dato che ci troviamo a un livello di dollaro-yen di circa il 10% superiore, se l’obiettivo primario era indebolire la valuta domestica è stato ampiamente raggiunto. Il secondo riguarda l’ammontare di Qe rapportato al Pil. In questo momento la quantità di moneta immessa dalla BoJ sfiora il 60% del Prodotto interno lordo contro il 20% della Bce, il 23% della BoE e il 26% della Fed. Aumentare ulteriormente la massa monetaria da parte della BoJ è a nostro avviso controproducente per i consumi interni il vero tallone d’achille per il Giappone negli ultimi 20 anni”.

Opportunità short sul dollaro Usa/yen

“A livello pratico – riprende Bò – questa idea la traduciamo nel continuare a prevedere una discesa del cambio dollaro/yen (usdjpy) sfruttando ogni salita per aggiungere esposizione short. Vendita di usdjpy in area 120,60/120,90 con stop a 123,50 e target in area 117″.