1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3.  ›› 

Il dollaroyen sale ai massimi da oltre sei mesi

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Livello maggiore dal 23 maggio per il cambio tra il biglietto verde e la divisa nipponica. Le indicazioni macro da un lato e l’attesa di nuovi stimoli monetari dall’altro poco fa hanno spinto il cross usd/jpy a livelli che non si vedevano da oltre sei mesi a 103,09 yen. L’area chiave da monitorare resta 103 e “il superamento di questa resistenza -rileva Vincenzo Longo di IG- getterebbe le basi per un allungo in direzione 103,70, top di maggio”. Il livello successivo, continua l’esperto, “rimane a 105,60, ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci nella discesa dai top del 2007”.

Nel corso del pomeriggio il trend rialzista del cross ha potuto contare sulla crescita sopra le stime registrata dall’Ism manifatturiero statunitense a novembre (57,3 punti dai 56,4 punti del mese precedente, il consensus era per un calo a 55,1 punti). Segnali di forza dalla congiuntura a stelle e strisce fanno aumentare le probabilità di un avvio del tapering (riduzione graduale degli acquisti di asset) da parte della Federal Reserve.

Dal fronte yen gli operatori sono concordi: alla luce del rallentamento della crescita economica (dimezzatasi nel Q3 all’1,9%) e in vista del raggiungimento del target di inflazione del 2%, l’anno prossimo la Bank of Japan incrementerà la dose di stimoli all’economia. Attualmente il qe in salsa nipponica prevede l’acquisto ogni mese di bond per 70 miliardi di dollari ai quali, secondo i ben informati, potrebbero essere affiancati acquisti di fondi legati all’andamento degli indici azionari e di altri asset rischiosi.

Il governatore della BoJ, Haruhiko Kuroda, ha fatto notare che l’intervento della banca centrale potrebbe crescere rilevando però che le tensioni in arrivo dall’estero renderanno più difficoltoso e ritarderanno il raggiungimento del target di inflazione al 2%. “Siamo pronti a rivedere la politica monetaria senza esitazioni ma se l’andamento delle altre economie dovesse risultare peggiore delle attese questo potrebbe influenzare l’economia nipponica”, ha detto Kuroda.