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Il dollaro riprende quota, mercato si interroga su entità del QE2

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Il dollaro prosegue la risalita iniziata venerdì scorso con il mercato che continua a guardare alle mosse della Federal Reserve. Le parole di Ben Bernanke hanno da un lato confermato che il nuovo round di quantitative easing è ormai alle porte, dall’altro hanno sollevato dubbi sull’entità delle mosse che la banca centrale americana metterà in atto. Il presidente della Fed ha posto l’accento sul rischio deflazione e sul persistere dell’elevata disoccupazione, fattori di criticità che spingono la Fed a propendere per un nuovo round di stimoli monetari.  Il discorso di Bernanke non ha però offerto chiarimenti sull’entità e sulle modalità di applicazione dell’atteso secondo piano di acquisto di asset a lungo termine. Dettagli che dovrebbero essere ufficializzati nella riunione del Fomc del prossimo 3 novembre.


Oggi il movimento al rialzo del dollaro è motivato principalmente dalla speculazione che l’allentamento monetario da parte della banca centrale statunitense sarà inferiore rispetto a quanto atteso. Il cross euro dollaro alle 10.19 viaggia a quota 1,384 dollari sui minimi di giornata. Settimana scorsa l’euro aveva superato ampiamente quota 1,40 testando anche area 1,41 dollari. In discesa anche le quotazioni delle materie prime complice anche la ripresa del dollaro con oro che quota a 1.358 dollari l’oncia e petrolio sceso a 80,82 dollari al barile. Intonazione negativa per l’azionario europeo. In negativo anche i listini asiatici con l’MSCI Asia Pacific che oggi ha ritracciato dai massimi a oltre due anni toccati settimana scorsa.


Questa settimana si apre subito con importanti appuntamenti macro. Alle 15.15 ci sarà la diffusione del dato sulla produzione industriale al mese di settembre (consensus +0,2% mesnile, in linea con la variazione di agosto). Alle 16.00 invece sarà il turno dell’indice Nahb sulla fiducia dei costruttori di ottobre (consensus 14 punti dai 13 del mese precedente). Venerdì erano arrivate buone indicazioni dalle vendite al dettaglio di settembre (+0,6% m/m contro attese che indicavano un incremento più contenuto a +0,4%) con revisione al rialzo del dato di agosto. Netto miglioramento della manifattura dello Stato di New York, salita ad ottobre a 15,7 punti dai 4,1 punti dello scorso mese. Le previsioni erano ferme a 6 punti.


Prosegue intanto l’earning season statunitense con i numeri di Citigroup attesi oggi prima dell’avvio di Wall Street. Settimana scorsa la trimestrale di JP Morgan ha sorpreso in positivo sul fronte utili mentre hanno deluso i riscontri arrivati dall’Investment Banking. In serata saranno poi diffusi i conti di Apple. Nel corso della settimana sarà il turno di blue chip quali IBM, Bank Of America, Johnson&Johnson, Caterpillar, McDonalds, American Express e Verizon. Tra i bancari toccherà anche a Goldman  Sachs, Morgan Stanley e Wells Fargo. Ad oggi le aziende che hanno già pubblicato gli utili del 3° trimestre hanno riportato nella maggior parte dei casi riscontri oltre le attese: l’83% ha battuto le stime degli analisti.